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lunedì 21 settembre 2009

Boriska - Le profezie di Boriska bambino indaco -

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Boriska crede che oggi il tempo sia finalmente venuto per "quelli speciali " che nasceranno sulla Terra. La rinascita del pianeta si sta avvicinando. La Nuova Conoscenza sarà in grande richiesta, una diversa mentalità per i terrestri, che oggi vivono solo per egoismo, consumismo, avidità e orgoglio



Qualche volta, alcuni bambini, nascono con talenti proprio affascinanti, abilità insolite. Mi fu detta la storia di un ragazzo insolito chiamato Boriska, dai membri di una spedizione su una zona anomala locata a nord della regione di Volgograd, più comunemente menzionata come "Medvedetskaya gryada”.

"Può immaginarsi, di notte, mentre ognuno era seduto attorno al fuoco del campo, un piccolo ragazzo (approssimativamente di sette anni) chiedere improvvisamente l’attenzione di tutti. Risultato, lui voleva raccontare loro, tutto sulla vita su Marte, riguardo ai suoi abitanti ed i loro voli sulla terra, condividere una testimonianza. Il silenzio seguì.

Era incredibile! Il piccolo ragazzo con occhi grandissimi e vivaci stava per raccontare una storia magnifica sulla civiltà marziana, su città megalitiche, le loro navi spaziali e i voli sui vari pianeti, sul meraviglioso paese di Lemuria; di cui conosceva la vita in dettagli, sin da quando gli accadde di discendervi da Marte; lì aveva amici. I ceppi scricchiolavano, la nebbia della notte avvolgeva l'area ed il cielo scuro ed immenso con miriadi di stelle brillanti accese, sembrava celare un qualche tipo di mistero. La sua storia durò per circa un'ora e mezzo. Un ragazzo fu abbastanza intelligente da registrare l’intera narrazione.

Molti rimasero sbalorditi dai due fattori distinti. Prima di tutto, il ragazzo possedeva una conoscenza insolitamente profonda. Il suo intelletto era evidentemente lontano da quello di un tipico bambino di sette anni. Non tutti i professori sono capaci di narrare l’intera storia di Lemuria, dei lemuriani ed dei suoi abitanti così in dettaglio.

Non sarete in grado di trovare alcun che di questo paese nei libri di scuola. La scienza moderna non ha ancora provato l’esistenza di altre civiltà.

Secondo, eravamo tutti affascinati dal linguaggio di questo giovane ragazzo. Era lontano dal tipo di linguaggio che usano di solito i ragazzini della sua età. La sua conoscenza specifica della terminologia, dettagli e fatti di Marte ed il passato della Terra affascinò tutti.

"Perché cominciò la conversazione in quel posto?", il mio interlocutore rispose. “forse fu semplicemente toccato dall'atmosfera complessiva del nostro campo, con molte persone bene informate e di larghe vedute,” continuò.

"Potrebbe essersi inventato tutto questo? "

"Dubito", obiettò il mio amico". "A me questo sembrava più un ragazzo che stava condividendo i suoi ricordi personali di vite passate. È virtualmente impossibile costruire tali storie; di devono sapere realmente.”

Oggi, dopo essermi incontrato con i genitori di Boris ed avuto modo di conoscere meglio il ragazzo, cominciai a mettere in ordine attentamente tutte le informazioni ottenne riguardo a quel bivacco. Boriska nacque nella città di Volzhskii in un ospedale suburbano, anche se ufficialmente, rispetto alla documentazione, il suo luogo di nascita è la città di Zhirnovsk della regione di Volgograd. La sua data di nascita è l’undici gennaio 1996. (Forse sarà di qualche utilità per gli astrologi).

I suoi genitori sembrano essere persone meravigliose. Nadezhda, la madre di Boriska, è un dermatologo in una clinica pubblica. Lei si laureò all’istituto medico Volgograd non molto tempo fa, nel 1991. Il padre del ragazzo è un ufficiale in pensione. Entrambi sarebbero felici se qualcuno potesse far luce sul mistero che sta dietro al loro bambino. Nel frattempo semplicemente l'osservano e lo guardano crescere.

-Dopo che Boriska nacque, notai che era capace tenere su la testa dopo 15 giorni-, ricorda Nadezhda. -La sua prima parola fu "baba" che emise quando aveva quattro mesi e molto presto cominciò a parlare. All'età di sette mesi, costruì la sua prima frase, "io voglio un chiodo." Disse questa particolare frase dopo avere osservato un chiodo conficcato nel muro. Maggiormente, le sue abilità intellettuali superarono quelle fisiche.

- Come si manifestarono queste abilità?

- Quando Boris aveva solo un anno, cominciai a dargli delle lettere (basato sul sistema di Nikitin) ed indovina un po’, a un anno e mezzo, era già in grado di leggere le stampe grandi dei giornali. Non ci volle molto tempo per fare la conoscenza con i colori e le sfumature. Cominciò a dipingere a due anni.

Poi, subito dopo, appena passati i due anni, lo portammo al day care center per bambini. Gli insegnanti erano tutti sbalorditi dai suoi talenti ed dal suo modo insolito di pensare. Il ragazzo possedeva una memoria insolita ed un'incredibile abilità di raccogliere nuove informazioni- I suoi genitori comunque notarono presto che il loro bambino stava acquisendo informazioni in un modo tutto suo, da qualche altro luogo.

- Mai nessuno gliele aveva insegnate- ricorda Nadya. -Ma qualche volta, lui sedeva nella posizione del loto e cominciava tutti questi discorsi. Parlava di Marte, dei sistemi planetari di civiltà distanti. Non potevamo credere alle nostre orecchie. Come può un bambino sapere tutto questo? Cosmo, storie infinite di altri mondi e cieli immensi, sono come mantra quotidiani per lui da quando aveva due anni.

Fu in seguito che Boriska ci parlò circa la sua vita precedente su Marte, sul fatto che il pianeta era infatti abitato, ma, come risultato della catastrofe più potente e distruttiva, avesse perso la sua atmosfera e che al giorno d’oggi tutti i suoi abitanti devono vivere in città nel sottosuolo. Prima di allora, volava piuttosto spesso sulla terra per commercio e per altri scopi di ricerca. Sembra che Boriska pilotasse la sua nave spaziale da solo. Così era durante i tempi della civiltà dei lemuriani. Lui aveva un amico lemuriano che rimase ucciso davanti ai suoi occhi.

- Una catastrofe notevole ebbe luogo sulla terra. Un continente gigantesco fu consumato da acque tempestose. Poi improvvisamente, una pietra massiccia precipitò su una costruzione; il mio amico era là,- racconta Boriska. -Non ho potuto salvarlo. Siamo destinati ad incontrarci un giorno durante questa vita-

Il ragazzo rivedeva l’intera scena della caduta di Lemuria come se fosse accaduto ieri. Lui era addolorato per la morte del suo migliore amico come se fosse stata colpa sua.

Un giorno, lui notò un libro nella borsa della madre intitolato "Da dove veniamo? " di Ernst Muldashev. Avreste dovuto vedere che felicità che questa scoperta provocò nel piccolo ragazzo e quanto fosse affascinato. Rimase per ore a saltare da pagina in pagina, guardando le bozze dei Lemuriani e le fotografie del Tibet. Poi cominciò a parlare dell’alto intelletto dei lemuriani.

- Ma Lemuria cessò di esistere minimo 800 000 anni fa, dissi in risposta alle sue asserzioni. I lemuriani erano alti 9 metri ! È così? Come può ricordare tutto questo?

- Io lo ricordo, rispose il ragazzo.

Più tardi, cominciò a ricordare un altro libro di Muldashev intitolato "Alla ricerca della Città degli Dei." Il libro è dedicato principalmente a tombe antiche e piramidi. Boriska affermò fermamente che le persone troveranno la conoscenza sotto una delle piramidi (non la piramide di Cheope). Essa non è stata ancora scoperta.

“La vita cambierà una volta che la Sfinge sarà aperta", disse, ed aggiunse che la grande Sfinge ha un meccanismo di apertura da qualche parte dietro il suo orecchio (ma non ricorda dove precisamente). Il ragazzo parla anche con grande passione ed entusiasmo della civiltà Maya. Secondo lui, noi conosciamo ben poco riguardo a questa grande civiltà ed alla sua gente.

Più interessante, Boriska crede che oggi il tempo sia finalmente venuto per "quelli speciali " che nasceranno sulla terra. La rinascita del pianeta si sta avvicinando. La Nuova Conoscenza sarà in grande richiesta, una diversa mentalità dei terrestri.

- Come sai di questi bambini dotati e perché sta accadendo tutto ciò? Sei consapevole che loro sono chiamati bambini “Indaco"

- Io so che loro stanno nascendo. Io comunque, non ne ho ancora incontrato nessuno nella mia città. Forse può essere questa ragazza chiamata Yulia Petrova. Lei è la sola che mi crede. Altri ridono semplicemente delle mie storie. Qualche cosa accadrà sulla terra; ecco perché questi bambini sono importanti. Loro saranno capaci aiutare le persone. I Poli si sposteranno. La prima grossa catastrofe accadrà nel 2009 in uno dei continenti. Il prossimo succederà nel 2013; e sarà ancora più devastante.

- Non ti spaventa che la tua vita possa finire a causa della catastrofe?

- No, non sono impaurito. Ho già vissuto attraverso una catastrofe su Marte. Vivono ancora persone come noi là fuori. Ma dopo la guerra nucleare, tutto quanto è stato bruciato. Alcune di quelle persone riuscirono a sopravvivere. Costruirono ricoveri, e nuovi armamenti. C’è stato anche là uno spostamento dei continenti, anche se il continente non era tanto grande. I marziani respirano gas. Nel caso arrivino nel nostro pianeta, dovrebbero stare vicino a dei tubi e respirare i fumi.

- Preferisci respirare ossigeno?

- Una volta che si è in questo corpo, si deve respirare ossigeno. Comunque, i marziani provano antipatia per questa aria, l’aria della Terra, perché provoca l'invecchiamento. I marziani sono relativamente giovani, circa sui 30-35 anni. L'ammontare di bambini marziani aumenterà annualmente.

- Boris, perché le nostre stazioni spaziali si guastano prima di arrivare su Marte?

- Marte emette un segnale speciale che ha lo scopo di distruggerli. Quelle stazioni contengono delle radiazioni dannose.

Io rimasi stupito della sua conoscenza di questo genere di radiazione "Fabos". Questo è assolutamente vero. Tempo a dietro nel 1988 un residente di Volzhsky Yuri Lushnichenko, un uomo con poteri extrasensoriali, tentò di avvertire i leader sovietici sull’inevitabile incidente della prima stazione spaziale sovietica "Fobos 1" e "Fobos-2". Egli menzionò anche questo genere di radiazione “non familiare" dannosa per il pianeta. Ovviamente nessuno gli credette.

- Cosa sai delle dimensioni multiple? Sai che non si deve volare su traiettorie diritte, ma manovrando attraverso lo spazio multi-dimensionale?

Boriska immediatamente si alzò sui piedi ed avviò a parlare a dirotto su tutti i fatti riguardanti gli UFO. "Noi decolliamo ed atterriamo sulla Terra quasi contemporaneamente! " Il ragazzo prende un gesso e comincia a disegnare un oggetto ovale su una lavagna. "Consiste di sei strati", dice. Strato 25%--esterno, fatto di metallo resistente, 30%--secondo strato fatto di qualche cosa simile alla gomma, il terzo strato che comprende 30%--una volta ancora di metallo. Il 4% finale è composto di uno strato magnetico speciale. "Se noi carichiamo questo strato magnetico con energia, queste macchine saranno capaci di volare ovunque nell'Universo."

- Boriska, hai una missione speciale da adempiere? Ne sei consapevole? - posi queste domande ai suoi genitori ed al ragazzo stesso.

- Lui dice che può immaginarselo, - disse sua madre. Dice che conosce qualche cosa riguardo al futuro della Terra. Dice che l’informazione avrà il ruolo più significativo nel futuro.

- Boris, come sai tutto questo?

- È in di me.

- Boris, ci dici perché le persone diventano ammalate?

- La malattia viene dall'inabilità delle persone di vivere correttamente e di essere felici. Devi attendere per la tua metà cosmica. Non ci si dovrebbe mai immischiarsi nel destino delle altre persone e mandarlo a monte ". Le persone non dovrebbero soffrire a causa dei loro errori passati, ma mettersi in contatto con ciò che è stato predestinato per loro, tentare di raggiungere quelle vette e muoversi per conquistare i propri sogni. (Queste sono le esatte parole che stava usando).

Dovete essere più comprensivi e cordiali. Nel caso qualcuno vi colpisca, abbracciate il vostro nemico , scusatevi ed inginocchiatevi davanti a lui. Nel caso qualcuno vi odiasse, amatelo con tutto il vostro amore e devozione, e chiedetegli perdono. Queste sono le regole dell’amore e dell’umiltà. Sa perché i lemuriani sono morti? Anch’io sono parzialmente in colpa. Loro non desideravano più sviluppare la spiritualità. Uscirono fuori dal percorso predestinato distruggendo così l'interezza complessiva del pianeta. Il Percorso della magia conduce ad un vicolo cieco. L’amore è una Vera Magia!
- Come sai tutti questo???

- Io lo so. Kailis.

- Cosa hai detto?

- Ho detto "ciao! " Questa è la lingua del mio pianeta.

lunedì 7 settembre 2009

EX COLONNELLO DELL'AERONAUTICA SOVIETICA: IL PIANETA X E' REALE


Marina Popovich – già celebre per la foto della sonda Phobos 2 – nell'anno 2006

in visita in Argentina si pronunciò sull'esistenza del Pianeta X.

di Luca Scantamburlo

per Segnidalcielo.it

La maggior parte degli appassionati dei misteri, del fenomeno UFO e della storia segreta dell'esplorazione spaziale, conosce Marina Popovich (URSS, 1931) per via del suo intervento presso il Consolato sovietico di San Francisco, avvenuto nel 1991. In quell'occasione l'ex colonnello sovietico – nonché pilota di test di volo, aspirante cosmonauta e pilota dell'Aviazione sovietica – nel corso di una conferenza stampa mostrò a tutti una foto inedita che sarebbe l'ultima immagine all'infrarosso ottenuta dalla sonda spaziale sovietica Phobos 2, spedita dai Sovietici nel 1988 verso Marte assieme alla Phobos 1.

Entrambe le sonde andarono perdute, ma Phobos 2 – a differenza della sonda gemella - riuscì a raggiungere Marte, ed a scattare numerose foto del Pianeta rosso sia nello spettro della luce visibile sia in quello dell'infrarosso.

Colin Andrews – ingegnere elettrico britannico attivo sin dal 1983 nell'ambito della ricerca e dello studio dei crop circles – era presente alla conferenza stampa di San Francisco, ed egli mi ha gentilmente autorizzato a riprodurre per questo mio scritto una delle foto che lo ritraggono con l'ex colonnello sovietico (vedi immagine: il dr. Andrews è il signore in giacca e cravatta alla sinistra della foto a destra; la prima donna che siede sulla destra – rispetto alla foto esposta - è Marina Popovich).

La Popovich – sin dal suo pensionamento – ha cominciato a viaggiare per il mondo tenendo conferenze ed incontri con il pubblico per portare la sua preziosa testimonianza di pilota a proposito del fenomeno UFO.

NOVEMBRE 2006: LA POPOVICH IN ARGENTINA

Nel novembre 2006 ella è stata ospite a Buenos Aires, in Argentina, ad un congresso mondiale sugli OVNI (oggetti volanti non identificati), ove ha confermato alla ricercatrice Bibiana Claudia Bryson la realtà del Pianeta X (www.freewebs.com/bibianabryson/). La Bryson è una donna argentina attiva nel campo della ricerca del paranormale e dell'esoterismo, nonché membra del CEFORA (Comisión de Estudio del fenómeno Ovni nella Rep. Argentina, che promuove la declassificazione del fenomeno Ufo in Argentina) e depositaria delle profezie inedite di Benjamìn Solari Parravicini, sulle quali sta scrivendo un libro.

La Bryson - oltre a celebrare sul suo sito ed in un video diffuso su YouTube l'eroina sovietica come un'eccezionale pilota detentrice di numerosi record e nota al mondo come “La Dama del Mig” - ha affermato che in una lettera in russo firmata di suo pugno dalla Popovich ed a lei consegnata, c'è scritto che il Pianeta X è reale:

(Foto sopra: il dr. Andrews è il signore in giacca e cravatta alla sinistra della foto;

la prima donna che siede sulla destra, rispetto alla foto esposta, è Marina Popovich

Su Gentile concessione del dr. Colin Andrews per lo scritto di L. Scantamburlo").

“[...] la existencia del planeta x, los ovnis y los extraterrestres. Fue el 25 de noviembe de 2006 en su paso por Argentina donde asistio al Congreso Mundial ovni, teatro Coliseo.”

Fonte del testo: “Planet X Confirmed", Cosmonaut and Pilot Marina Popovich”

http://www.youtube.com/watch?v=U0vxhvhCeFc

di BibianaClaudiaBryson, 18 luglio 2008

Presso il sito della Bryson è possibile vederla ritratta in fotografia con Marina Popovich. Nel video diffuso dalla Bryson su YouTube, vi sono immagini sottolineate da un testo in spagnolo in cui si dice che la Popovich prevede un aumento dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche (“[...] me dice que va haber aumento de los terremotos y erupciones volcanicas, como un posible cambio de eje”). Nel video è presentata anche parte della lettera - datata 25 novembre 2006 - scritta a mano in cirillico dall'ex ufficiale e pilota di test di volo.

Sempre nel 2006 l'ex colonnello sovietico - in un'intervista concessa alla rivista argentina El Planeta Urbano - ha affermato che la perdita della sonda Phobos 2 fu al centro delle discussioni fra il Presidente G. Bush padre ed il premier sovietico Gorbaciov, al loro summit di Malta. Ora, questa testimonianza raccolta dalla Bryson fu già anticipata nel 1991 dall'americano Don Ecker in uno scritto diffuso in Rete (ParaNet Alpha-Delta The DATA Base). Ecker ebbe modo d'intervistare la Popovich al Congresso UFO di Tucson, negli Stati Uniti, tenutosi in quell'anno. Ecker ricordò che la Phobos 2 era il risultato di una missione congiunta - “a JOINT US-USSR-EUROPEAN space mission” - alla quale parteciparono anche scienziati dell'ESA e della NASA, oltre naturalmente ai Sovietici maggiormente impegnati in essa.

Riporto un breve passo dallo scritto di Ecker sopra ricordato: “[...] Marina then told me that this was a high topic of discussion between President George Bush and Secretary General Mikhil Gorbachev at the Malta Conference. She received the information from a source of hers in the Soviet Politburo. Still the photo showing this object remained in "limbo" with the Soviets refusing to release it, and NASA of course, not mentioning any of these events.”

Fra l'altro, se non ricordo male (lo lessi anni fa in uno scritto di un famoso ufologo americano) la Popovich a San Francisco affermò che la foto all'infrarosso scattata dalla Phobos 2 nel 1989 e che mostra un misterioso oggetto sigariforme vicino al satellite naturale Phobos, le sarebbe stata consegnata dal Generale Alexei Leonov, ex cosmonauta ed eroe dell'Unione Sovietica.

A questo punto sorge una domanda: se in merito all'incontro al vertice di Malta, la fonte delle informazioni ottenute dalla Popovich sono alcuni insider del Politburo sovietico (come ricordato da Ecker; vedi il testo in inglese sopra citato), è verosimile che le informazioni ottenute a proposito del Pianeta X siano analoghe per importanza. Ex scienziati sovietici od ex cosmonauti, potrebbero essere la fonte delle informazioni della Popovich su questioni astronomiche e di esplorazione spaziale.

BARCELLONA, LUGLIO 2009: ROBERT DEAN TORNA A PARLARE DEL DECIMO PIANETA E DI NIBIRU

Ora, si dà il caso che la Popovich è in buona compagnia: da anni un ex militare nordamericano dalle credenziali verificate sta sensibilizzando il pubblico sulla questione del Pianeta X: si tratta del Sergente Maggiore a riposo di nome Robert O. Dean, dello US Army – molto noto in Italia per via delle sue passate conferenze – che recentemente è tornato sulla controversa questione del Decimo Pianeta (o Pianeta X). L'ottantenne ex sottufficiale, senza avere alcun dubbio, lega il Pianeta X alla questione mitologico-archeologica di Nibiru, l'antico dio-astro errante adorato in Mesopotamia. L'ha fatto non nel corso della sua seguitissima relazione, ma nel corso del dibattito dell'European Exopolitics Summit 2009. A New Paradigm for a World in Crisis (25 e 26 luglio 2009).

Dean (Bob per gli amici) ha ricordato non solo "a separate space program” portato avanti dagli Stati Uniti negli ultimi trent'anni, e distinto dalla NASA, ma ha sottolineato che il complesso d'installazioni sotterranee sviluppato nel corso della Guerra Fredda per resistere ad una guerra termonucleare, è stato ampliato nell'ambito di un'espansione del programma di salvataggio della élite governativa statunitense. Tale complesso sotterraneo ora sarebbe in grado – stando alle Sue parole – di dare riparo a diversi milioni di persone; ovviamente – ha affermato Dean - l'americano medio che paga le tasse non ne è al corrente. Trascrivo ora direttamente parte della affermazioni di Robert Dean in merito a Nibiru, e rilasciate nel corso del dibattito del summit di Barcellona:

"[...] if there was a serious event forthcoming, which I do believe there is going to be a serious event involving the Tenth Planet, which is a reality that most people do not even want to talk about it"

Per ascoltare la parole di Dean, si faccia riferimento al video postato su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=crd50u4yc9g&feature=related

Dunque egli si dice convinto di un “serio evento prossimo” (serious event forthcoming) che coinvolge il Decimo Pianeta, il quale è una realtà sulla quale la maggior parte delle persone non vuole neppure discutere (ne sa qualcosa anche il sottoscritto, estremamente orgoglioso del fatto che proprio Robert Dean abbia firmato la prefazione alla seconda edizione del mio saggio in italiano intitolato “The American Armageddon”).

Le affermazioni di Dean sembrano difficili da accettare, ma ricordo ch'egli ha lavorato non solo per l'Esercito e la NATO, ma anche per 14 anni al servizio della FEMA (Federal Emergency Management Agency); quella di Dean è una testimonianza di primo piano, in quanto la FEMA è un'agenzia governativa di tutto rispetto e dotata di fondi, strumenti, e poteri che la collocano al vertice in caso di crisi dell'esecutivo americano e di emergenza nazionale.

Dean, a Barcellona, ha ricordato che ogni qual volta il Decimo Pianeta - o Nibiru come lo chiamavano i Sumeri - attraversa il Sistema Solare nel corso della sua orbita di 3600 anni, esso provoca “hurricanes, tidal waves, earthquakes”, cioè uragani, onde di marea, terremoti. Impossibile, a questo punto, non cogliere correlazioni ed analogie con la testimonianza della Marina Popovich. Dean prosegue affermando che tutto il pianeta è influenzato da ciò:

“[...] the entire planet is affected with. This massive underground cities I think have been designed to protect the élite... and if... if the average American taxpayer finds out this; oh oh... there will be trouble, there will be blood in the streets...”

Subito al termine di queste parole – inaspettatamente – il dr. Steven Greer presente anch'egli al dibattito, interrompe Dean ed afferma di fronte alla vasta platea del simposio che vuole confermare quanto dice l'ex militare americano: “And I want confirm what Bob is saying”, dice il dr. Steven Greer, parlando poi delle “underground facilities” e delle loro interconnessioni sempre sotterranee che consentono di viaggiare ad alta velocità dall'una all'altra: da Washington alla Edwards Air Force Base, fino alla Dulce Facility; da Los Alamos fino a Dulce, ed all'Area 51, ecc..

Greer non menziona il problema del Decimo pianeta, né il mito di Nibiru, una patata bollente che egli evidentemente preferisce lasciare al collega. Resta comunque significativo il suo inaspettato intervento durante quello di Dean.

Ma quando avverrà questo “serio evento imminente”? Dean ha affermato a Barcellona di fronte a centinaia di persone che mancano pochi anni: “in a few short years ahead”, egli ha detto.

Dean più volte, negli anni, ha esplicitamente detto che nel Governo del Suo Paese vi è qualcuno che vuole che Dean porti la Sua testimonianza al pubblico, ed è per questo che gli è consentito di parlare senza conseguenze. Una strategia discutibile, ma che indubbiamente ha un suo senso ed è comprensibile vista la delicatezza dei temi toccati.

Mi auguro che tutte le persone responsabili ed adulte – qualora questo evento coinvolga effettivamente il mondo così come già accaduto in passato per le stesse ragioni o per altre motivazioni legate al cosmo – facciano il loro dovere di padri e madri, e proteggano i nostri figli.

Per come ci comporteremo, verremo giudicati dalla Storiografia futura e dalle nostre coscienze. Senza possibilità di appello.

© Luca Scantamburlo,

agosto 2009, per Segnidalcielo.it

Per informazioni sull'Autore visitare il sito www.angelismarriti.it

http://www.segnidalcielo.it/PianetaX_reale.html


venerdì 10 luglio 2009

La sonda Soho riprende Nibiru


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Scritto da vito

Dopo numerose foto riprese dalla sonda SOHO, che riprendevano strani oggetti celesti in prossimità del disco solare, sarebbe opportuno fare luce su quello che ci viene mostrato.

Già chiamata "colomba", questo corpo celeste ricorda il colibrì dei Maya che annuncia la NUOVA ERA, o la colomba che annunciò a Noè la fine del Diluvio, ma sembra essere identico alla figura stilizzata in decine di Crop Circles.

Ma andiamo per ordine.

La sonda SOHO, "Solar and Heliospheric Observatory" progetto congiunto NASA - ESA è attiva dal 1995, con lo scopo di studiare la struttura del Sole, il "vento solare" e la sua corona.

Per queste analisi, utilizza 12 strumenti:

* Global Oscillations at Low Frequencies (GOLF) misura la velocità e la variazione del disco solare per analizzare il nucleo solare.
* Variability of Solar Irradiance (VIRGO) misura le oscillazioni del disco solare e a bassa risoluzione analizza il nucleo.
* Michelson Doppler Imager (MDI) misura la velocità del campo magnetico della fotosfera per meglio comprendere le zone convettive che formano gli strati interni del Sole e controllano la struttura della corona.
* Solar UV Measurement of Emitted radiation (SUMER) misura temperatura e densità dei flussi di plasma della corona.
* Coronial Diagnostic Spectrometer (CDS) misura temperatura e densità dei flussi di plasma della corona.
* Extreme UV Imaging Telescope (EIT) studia la bassa corona, la sua struttura e la sua attività.
* UV Coronagraph and Spectrometer (UVCS) misura densità e temperatura della corona.
* Large Angle Spectrometer Coronagraph (LASCO) studia le strutture e l'evoluzione della corona.
* Solar Wind Anisotropies (SWAN) utilizza un telescopio sensibile alle diverse lunghezze d'onda dell'idrogeno per poterne misurare il flusso solare uscente con il vento solare. Viene utilizzato anche per mappare la eliosfera e per osservare le strutture a larga scala del vento solare.
* Charge, Element, Isotope Analysis (CELIAS) studia la composizione ionica del vento solare.
* Suprathermal & Energetic Particle Analyser (COSTEP) studia la composizione degli ioni e degli elettroni del vento solare.
* Energetic Particle Analyser (ERNE) studia la composizione degli ioni e degli elettroni del vento solare.


I pricipali strumenti sono sicuramente l'Extreme ultraviolet Imaging Telescope (EIT), che riprende la luce solare in ultravioletto, e il LASCO "Large Angle and Spectrometric COronagraph" che studia la corona e il vento solare.

La sonda SOHO, ha iniziato a fare inaspettatamente numerose scoperte, circa 1500 comete, immagini dei nostri Pianeti ma anche misteriosi oggetti celesti non identificabili, come quella del 27 marzo 2009 - 03:18:, in cui si distingue Venere e una strana "colomba spaziale", ripreso anche da LASCO2 mezz'ora dopo, alle 03:54: che conferma questa strana "colomba".
L'anomalia si ripresenta anche il 19 aprile 2009 - 23:42:, il 25 maggio 2009, fino all'impressioante immagine del 1 luglio 2000 - 14:42:.


La notizia è stata ripresa dal sito "LA Bottega Curiosa" che sta tenendo sotto stretto controllo i dati della SOHO, cui vi rimando per una informazione più completa ed esauriente:

link: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/01/misteri-il-telescopio-soho-cattura-strani-oggetti-attorno-al.html

aggiornamento1: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/03/aggiornamento-2-luglio-ancora-nibiru.html

aggiornamento2: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/03/aggiornamento-2-luglio-ancora-nibiru.html

Da un'analisi elementare effettuata da me, risulta che questa colomba sia in effetti un corpo celestre con almeno 4 satelliti, come si evince dalla foto in basso:

http://img210.imageshack.us/img210/5372/colomba2.jpg

Restiamo in attesa di nuove immagini dallo spazio, che sono certo giugeranno presto.

Il 22 luglio ci sarà l'eclisse totale di Sole in Cina, la più lunga del secolo, circa 6 minuti di buio. In molti già sostengono che sarà l'annunciazione di Nibiru al mondo intero. Non manca molto per sapere la verità!!!

http://www.nibiru2012.it/nibiru-2012/la-sonda-soho-riprende-nibiru.html

lunedì 29 giugno 2009

Gli Anunnaki e Nibiru, il dodicesimo pianeta

Zecharia Sitchin: Il Giorno degli Dei (Piemme, gennaio 2009).

Sitchin si pone questa domanda: “Quando torneranno gli dei del dodicesimo pianeta, gli Anunnaki, gli abitanti del pianeta Nibiru approdati sulla Terra, che nell’antichità furono venerati come dèi?”

“Loro” torneranno quando Nibiru, nella sua orbita allungata, si avvicinerà a noi. Cosa accadrà allora? Si oscurerà forse il Sole a mezzogiorno, caleranno le tenebre e tremerà la Terra? Avremo la Pace o sarà l’Armageddon? Avremo un millennio di sofferenze e tribolazioni o sarà la Seconda Venuta messianica? Gli Anunnaki torneranno nel 2012 o successivamente, oppure non torneranno affatto?

Queste domande sono frutto delle speranze e delle ansie più radicate di coloro che nutrono credenze e aspettative religiose, domande che si legano anche ad avvenimenti attuali: guerre che hanno come teatro le terre in cui si intrecciò la storia di dèi ed esseri umani, minacce di olocausti nucleari e l’allarmante ripetersi di devastanti calamità.

Le domande che riguardano il Ritorno sono tutt’altro che una novità; in passato, così come oggi, sono state legate all’inquietudine e all’attesa che si accompagnano al Giorno del Signore, alla Fine dei Giorni, all’Armageddon.

Quattromila anni fa, nel Vicino Oriente, un dio e suo figlio promisero il Paradiso in Terra. Più di tremila anni fa, in Egitto, faraoni e sudditi anelavano a un perìodo messianico. Duemila anni fa il popolo della Giudea si domandava se era arrivato il Messia; noi siamo ancora alle prese con i misteri legati a quegli eventi. Le profezìe si stanno forse per avverare?

Sitchin esamina approfonditamente le risposte sconcertanti che ci sono state date, risolveremo antichi enigmi, decifreremo l’origine e il significato dei simboli: la Croce, i Pesci, il Calice.

Analizza il ruolo che i siti legati allo spazio hanno avuto nella storia e mostra perché Passato, Presente e Futuro convergono a Gerusalemme, luogo del “Legame Ciclo-Terra”.

E riflette sul motivo per cui il XXI secolo d.C. ha così tante analogie con il XXI secolo a.C. La storia si sta forse ripetendo… è forse destinata a ripetersi? È tutto guidato da un Orologio Messianico? È giunta ormai l’ora?

Più di duemila anni fa, Daniele, nell’Antico Testamento, chiese ripetutamente agli angeli: Quando? Quando verrà la Fine dei Giorni? La Fine dei Tempi? Più di tre secoli fa Isaac Newton, che aveva spiegato i segreti del moto celeste, compose dei trattati sul Libro di Daniele del Vecchio Testamento e sul Libro dell’Apocalisse del Nuovo Testamento; nel libro Sitchin analizza i suoi calcoli, ritrovati poco tempo fa, che riguardano la Fine dei Giorni, nonché predizioni più recenti che hanno come oggetto la “Fine”.

Sia la Bibbia degli Ebrei, sia il Nuovo Testamento hanno affermato che i segreti del Futuro sono racchiusi nel Passato, che il destino della Terra è legato ai Cicli, che gli affari e il destino dell’umanità sono legati a quelli di Dio e delle divinità.

Esaminando ciò che deve ancora essere, il libro attraversa il confine fra storia e profezia. Le risposte non mancheranno di sorprendere.

http://www.bloglibri.it/libri/281/gli-anunnaki-e-nibiru-il-dodicesimo-pianeta

sabato 20 giugno 2009

Droni già negli anni "70


In un corposo articolo intitolato Il ritorno di Nibiru, il ricercatore indipendente Cristoforo Barbato, oltre ad esplorare il tema del pianeta X, indugia sulle innovazioni tecnologiche che, sin dagli anni '70 del XX secolo, conobbero una formidabile accelerazione nell'ambito dei sistemi informatici applicati alla gestione di aerei senza pilota. Ciò è molto importante, se ricordiamo che l'operazione “scie chimiche” è attuata in gran parte con droni (definiti anche U.A.V., ossia Unmanned aerial vehicles), la cui tecnologia non è quindi recente. Da sottolineare anche l'interesse che i militari mostrano per lo spazio: non si tratta soltanto di osservazioni astronomiche, poiché uno degli scopi reconditi potrebbe essere “il monitoraggio dell’attività extraterrestre in entrata ed uscita dalla nostra atmosfera”. Riportiamo la parte dello studio contenente gli addentellati con la questione “chemtrails”.

Parte del lavoro di John Maynard, [è stato un analista dei servizi segreti militari americani inizialmente con l’Army Security Agency (l’Intelligence dell’Esercito) in seguito in seno alla D.I.A. (Defense Intelligence Agency)] quando era nella D.I.A., riguardava il progetto D.O.C.L, Direct Orbital Code Link (a volte ribattezzato Docile), un sistema che annovera circa 5 miliardi di dollari di satelliti progettati per comunicare con velivoli classificati dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti e possibilmente anche per esaminare lo spazio profondo. Infatti, stando alle dichiarazioni di Maynard, uno degli scopi reconditi del progetto D.O.C.L della D.I.A. sarebbe il monitoraggio dell’attività extraterrestre in entrata ed uscita dalla nostra atmosfera.

Una conferma diretta alle affermazioni di Maynard sul classificato progetto D.O.C.L si può trovare nelle sorprendenti rivelazioni fatte negli anni ’90 dallo statunitense Edgar Rothschild Fouché in merito ai programmi speciali segreti dell’U.S.A.F. e della National Security Agency. Fouché, ex membro dell’Intelligence dell’Air Force americana che ha prestato servizio a Groom Lake nell’Area 51, ha lavorato con diverse strutture aerospaziali militari e produttori di elettronica negli Stati Uniti. Ha partecipato alla progettazione, sviluppo, produzione e valutazione di volo operativo nei programmi classificati di sviluppo aereo, incluse contromisure elettroniche, comunicazioni satellitari, equipaggiamento di cripto-logica e di supporto.

Durante la sua carriera militare, è stato selezionato nei quadri ed in molti programmi di sviluppo dei più recenti cacciabombardieri dell’Air Force. Altri programmi di ricerca e sviluppo per i quali lavorò dagli anni ’70 sono ancora classificati Top Secret. Fouché ha ricevuto una formazione tecnica per oltre 4.000 ore dall’Esercito e dal Governo, di cui circa la metà in addestramento classificato. Per venti anni ha lavorato con l’Aeronautica militare e con le Agenzie del Dipartimento della “Difesa”, seguiti da altri otto anni come Dirigente a contratto della Difesa. “Ero uno dei pochi impiegati a Nellis - afferma Fouché - munito di un nulla osta di segretezza Top Secret, con accesso alle decodificazioni criptate.

Avevo il certificato di accesso al Modello 4 IFF (un sistema aereo che rispondeva ai codici classificati criptati). Avevo anche il permesso di lavorare su altri dispositivi criptati di cui non posso parlare. Per una serie di combinazioni e data la mia perizia tecnica mi fu richiesto di prestare servizio in un luogo non identificato. Al mio terzo giorno di lavoro a Groom, dovetti rimuovere un modulo da un pezzo di equipaggiamento per la comunicazione satellitare a più comparti, usato per sostenere alcuni velivoli nelle missioni speciali. Notai, mentre ero all’interno del comparto a controllare i cavi elettrici, che conteneva un’unità sigillata grande più o meno come una grande borsa e che aveva una targhetta d’identità di copertura della National Security Agency.

La nomenclatura sulla targa recitava Direct Orbital Code Link. Pensai che fosse strano, visto che l'unità era parte di un collegamento di comunicazione digitale, usato unicamente per comunicare con veicoli dell’Aeronautica classificati. Non ero a conoscenza allora di missioni militari orbitali non affiliate alla N.A.S.A. Ricordatevi che erano gli ultimi anni '60. Lo Shuttle non volò fino al 1981. Disinserii l’unità e, per curiosità, rimossi la calotta dell’accesso posteriore. Con mio stupore vidi che al suo interno c'era circa una mezza dozzina di grossi chip ibridi a circuito integrato. Il più grosso chip era collegato ad oltre 500 moduli dello spessore di un capello ed era grande più o meno come un accendino Zippo. Il timbro d’ispezione sul chip datava 1975.

Nel 1975 la velocità più elevate di lavorazione, sui progetti più classificati, equivaleva a quella di un computer I.B.M. 8088 che girava alla velocità di 4 milioni di cicli al secondo. Questa unità aveva una velocità di lavorazione di 1 miliardo di cicli al secondo. Fu solo dopo circa dodici anni che vidi una tecnologia paragonabile a questo chip a circuito integrato. Più tardi vidi alla I.T.T. un progetto top secret di sviluppo di avionica. Nella mensa a Groom, sentii termini come Lorentz Forces, detonazione ad impulsi, radiazioni al ciclotrone, generatori di campo a trasduzione di flusso quantico, lenti energetiche simili al cristallo e accumulatori quantistici E.P.R. (Electron Paramagnetic Resonance). Ogni giorno scrissi sul mio “diario di bordo” tutto ciò che vidi, ascoltai e toccai. Rientrato alla base, la mia routine proseguì come sempre.

Il mio amico alla N.S.A., Jerald, indagò ed osservò le persone impiegate in lavori molto classificati al Nevada Test Site e al Nellis Range. Stava controllando un tizio che lavorava al Nevada Test Site, dove facevano esplodere bombe atomiche sotterranee. Accennò per caso ad un aereo che poteva essere lanciato in orbita e ritornare ed atterrare nel deserto del Nevada. Era un veicolo di ricognizione radiocomandato che decollava da un bombardiere B-52 ed usava dei razzi a impulso, da collocare temporaneamente in una orbita terrestre bassa per scattare foto ricognitive. Pensai che mi stesse prendendo in giro.

Poi aggiunse: “Questo aereo è pilotato a distanza tramite il sistema D.O.C.L. di Groom”. In genere non sono così lento di comprendonio, ma non feci i giusti collegamenti fino a quando disse di nuovo: “Sai, il D.O.C.L sta per Direct Orbital Communications Link.” Bingo, avevo visto un pezzo del sistema D.O.C.L. a Groom: era l'unità della N.S.A. con grossi chips”.

Leggi qui l'intero articolo di Cristoforo Barbato

Articolo originale commentato dai lettori

da "Il ritorno di Nibiru" di Cristoforo Barbato

Postato da: Zret

Fonti: tankerenemy.com - Scie Chimiche (Chemtrails) - tanker-enemy.tv

http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/06/07/droni-gia-negli-anni-70.html

sabato 13 giugno 2009

Bari, avvistato "oggetto luminoso" Numerose le telefonate al 112

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Un oggetto non meglio identificato sarebbe stato visto cadere da cittadini allarmati non lontano dal comune di Conversano, a una quarantina di chilometri da Bari. Numerose le telefonate al 112 e alla centrale operativa dei vigili del fuoco. Chi ha chiamato ha fatto riferimento a un "oggetto luminoso" caduto dal cielo. Gli esperti: "Forse uno sciame di meteoriti".

Da prime verifiche sui radar dell'Aeronautica militare pare tuttavia che non sia comparsa alcuna anomalia o presenza di velivoli in volo. "Non ci elementi per poter classificare questo oggetto", ha detto in proposito il colonnello Antonio Bacile, comandante provinciale dei carabinieri confermando di aver saputo di questo avvistamento a Conversano. "Ora - ha aggiunto - stiamo facendo verifiche incrociando i dati in possesso con quelli di altri enti. Stiamo soprattutto cercando di classificare questo oggetto".

Una testimone ha parlato di due sfere viste cadere alla periferia di Bari, "una dietro all'altra, circondate da una specie di aureola verdastra". Non risulta al momento che la caduta di questi oggetti bbia provocato danni a persone o a cose. La prefettura non esclude che possa essersi trattato di uno sciame di meteoriti. Della cosa è stato informato il dipartimento della Protezione civile.

Fonte: Tgcom

martedì 19 maggio 2009

NIBIRU - IL DECIMO PIANETA

Post n°11 pubblicato il 24 Marzo 2009 da Cassandra_17

I telescopi puntati al cielo e il nuovo astro in arrivo

Recenti ricerche hanno portato ad ipotizzare l'esistenza di un corpo celeste oltre il sistema solare che influisce sull'orbita di comete e provoca anomalie nelle orbite di Urano e Nettuno. Ufficialmente i primi articoli sulla ricerca da parte della Nasa di un nuovo e misterioso pianeta, il pianeta X, sono usciti all'inizio degli anni '80, ma da voci trapelate tra gli addetti ai lavori, non solo sarebbe stato scoperto ma il suo avvicinamento rientrerebbe nei massimi livelli di segretezza della CIA e del Vaticano.
Nell'82 la Nasa rilasciò un comunicato in cui metteva le mani avanti lasciando intendere che probabilmente c'era un oggetto misterioso oltre i pianeti del nostro sistema solare e la stampa si riempi di articoli più o meno realisti che abbinavano la scoperta al Pianeta X.
L'anno dopo, grazie ai dati ottenuti con il telescopio orbitale IRAS (ricerca a raggi infrarossi), fu decisivo per la divulgazione pubblica delle nuove scoperte grazie ai media, ormai in allerta scoop. La risposta alle urgenti richieste di spiegazioni fu questa, data da uno scienziato dell'IRAS: 'Tutto ciò che posso dire è che noi non sappiamo cosa sia...Abbiamo calcolato che potrebbe essere a solo 80 miliardi di km e ipotizziamo sia in fase di avvicinamento alla Terra'.
Ma veniamo ai dati che sono stati divulgati da fonti ufficiali e non.
IRAS scoprì un planetoide con un orbita contraria a quella degli altri pianeti e grande 5 volte la Terra nella zona di Orione (da sud quindi) oltre il nostro sistema solare, difficile per gli studiosi definire se fosse un pianeta, una mega-cometa o una giovane galassia distante. Orbiterebbe intorno a due soli come in un sistema binario, il nostro Sole e una 'stella morta' invisibile a noi. La seconda osservazione a infrarossi (sei mesi dopo) rivelò che la sua temperatura era di 270° sotto zero e che l'oggetto non era una cometa poiché il suo spostamento di traiettoria sarebbe stato maggiore mentre sembrava quasi immobile. Secondo le prime dichiarazioni l'oggetto era in fase di avvicinamento alla Terra, ma evidentemente lo scalpore fu tale da portare il direttore dell'IRAS a negare con fermezza una tale ipotesi.
L'oggetto produce una forza non visibile che sembra trascinare Urano e Nettuno accelerandoli e trattenendoli mentre passano causando anomalie nelle loro orbite, quindi è cosi vicino da poter far parte del nostro sistema solare. Quando l'anomalia orbitale di Urano e Nettuno fu notata, gli astronomi pensarono che la causa fosse Plutone, ma negli anni settanta si scopri che la massa di Plutone era minore di quella della Luna e quindi non poteva sicuramente esercitare una tale influenza di gravità.
Una decina di anni fa venne data comunicazione che 'una forza oscura generata da un grande oggetto non identificato rallenta il viaggio delle sonde lanciate dalla Terra verso l'esterno del Sistema Solare e probabilmente è responsabile anche della deviazione delle comete'. Già nel '70 gli astronomi avevano notato osservando la cometa di Halley che la sua orbita era 'disturbata'.
Forse è un caso che a partire dagli anni '80 partirono nuovi progetti per la costruzione di mega-telescopi? Il Pianeta X era in arrivo nell'emisfero sud e i telescopi erano tutti a nord..
In diverse zone del mondo spuntarono nuovi e avanzati telescopi, sia a sud che a nord. Anche il Vaticano in quegli anni costruì il
VATT (Vatican Advanced Technology Telescope) in Arizona. La maggior parte degli osservatori dell’ESO si trovano in Cile, in Sudafrica venne avviato il Southern African Large Telescope (SALT), il VLT si trova nel Cile settentrionale, HAWK-I
(High Acuity, Wide field K-band Imaging) per lo studio di quali galassie lontane, pianeti e stelle di piccole dimensioni è stato progettato dall’ESO. Nel 2006 in Antartide parte il South Pole Telescope (SPT) che secondo indiscrezioni sarebbe stato progettato dagli USA per rilevare il Decimo Pianeta.
Insomma sembra che lo scopo primario di questi telescopi di ultima generazione sia di tracciare una mappa precisa degli astri nell’emisfero Sud.
Altre dichiarazioni di scienziati che operano all'interno, rivelano che un altro progetto, il D.O.C.L., starebbe monitorando l'attività extraterrestre in entrata e uscita dal nostro pianeta, con la copertura del Pentagono.
Anche la NASA è partecipe di censure ed insabbiamenti sulle ultime scoper


http://blog.libero.it/Nepthys/commenti.php?msgid=6759502&id=66253


lunedì 4 maggio 2009

Nibiru e Anunnaki

Il Giornale OnlineAntichissime tavolette Sumere rivelerebbero l'esistenza nel nostro sistema solare di un misterioso pianeta il cui popolo - gli Anunnaki - avrebbe creato l'essere umano ed edificato le prime civiltà sulla Terra.

Nella storia dell'archeologia le presunte origini della civiltà hanno subito diversi spostamenti. Dapprima si credeva che furono i Greci a dare i natali alla nostra cultura, poi, con i rinvenimenti di età neolitica, il ruolo d'iniziatrice passò alla magnificenza egiziana. Ma tra gli studiosi aleggiava un dubbio: gli imperi di Babilonia e di Assiria, di cui si narra nell'Antico Testamento, erano precedenti all'epoca egizia? Successive scoperte indussero gli esperti a portare l'inizio della civiltà più indietro nel tempo, fino alla fondazione dell'impero Sumero: il 3.000 a.C. Bassorilievo sumero raffigurante i due "guardiani", o Anunnaki, di fronte all'albero della vita. Ulteriori scavi riportarono alla luce migliaia di tavolette che riferiscono la storia degli "Dei" di Sumer. Gli Anunnaki (letteralmente: "Coloro che dal Cielo sono venuti sulla Terra") sarebbero giunti sul nostro pianeta circa 450.000 anni fa in cerca di risorse minerarie ed in particolare di oro perché questo metallo, necessario per risolvere problemi concernenti l'atmosfera di Nibiru (il pianeta "dell'attraversamento") scarseggiava.

A Eridu, nel sud della Mesopotamia, gli Dei attrezzarono il primo avamposto sul pianeta Terra; l'entità denominata "Enki" era il comandante di questa spedizione. Dopo 28.000 anni giunse il fratello, Enlil e furono fondate altre città. Il comando della spedizione passò a quest'ultimo, dopo che Enki si trasferì in Africa nei pressi dell'attuale Zimbabwe, per estrarre oro dai vasti giacimenti presenti nel sottosuolo.

L'Homo Sapiens e la camera delle creazioni

Dopo un lunghissimo tempo gli Anunnaki, stanchi di continuare il pesante e gravoso incarico, decisero di elaborare una soluzione alternativa e grazie alle loro avanzate conoscenze scientifiche, 300.000 anni fa effettuarono un esperimento. Al fine di creare una razza di lavoratori, decisero di manipolare geneticamente, innestandovi il proprio DNA, una specie di ominidi allora presenti in quell'area. Tale progetto fu realizzato in collaborazione con la sposa di Enki: Ninhursag (chiamata significativamente la "Dea Madre" o la "Sapiente Mami" o anche "Signora che dà la vita") che ritirandosi nella camera delle creazioni dopo vari tentativi mostrò tra le sue mani la nuova creatura; era stato generato l'Homo Sapiens.

Al principio questo "novello schiavo" venne utilizzato nella " terra delle miniere" (in Africa), ma ben presto si richiese la sua presenza anche a Sumer. L'uomo, creato in serie dagli Anunnaki, come tutti gli ibridi, non era in grado di procreare fino a quando, ad un certo punto della storia, Enki decise di dargli questa opportunità senza l'approvazione dei suoi superiori, suscitando notevole scalpore. In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Trascorsero gli anni e avvenne, come recita la Bibbia: "Che i figli degli Dei videro le figlie dei terrestri e presero per mogli quelle che piacquero loro più di tutte". Enlil non apprezzò tale iniziativa e decise di sfruttare un evento di sua conoscenza per eliminare l'umanità.

Il Diluvio e la rinascita della civiltà

Gli Anunnaki sapevano che, entro un breve periodo, sulla Terra si sarebbe verificata un'immane ed inevitabile catastrofe (avvenuta all'incirca 13.000 anni fa). Tale cataclisma sarebbe stato provocato dalla notevole forza gravitazionale esercitata dalla vicinanza di Nibiru alla Terra. Senza avvertire l'uomo, gli Dei partirono sulle loro navicelle e tornarono solo quando la furia degli elementi si placò. Ma Enki, da sempre simpatizzante dell'umanità, contravvenne alla decisione progettando di salvarla attraverso una "famiglia prescelta" ed informando del pericolo un uomo, ricordato nella Bibbia con il nome di Noé. La divinità decise di fornire le informazioni necessarie alla costruzione di "un'arca" dove venissero preservate le specie terrestri dall'imminente disastro. In seguito, quando le navicelle si posarono sul monte Ararat, grande fu la sorpresa di Enlil nel constatare che alcuni uomini erano sopravvissuti all'immane evento.

A quel punto, per intercessione di Enki, l'umanità fu finalmente accettata in pieno e gli Dei aprirono la Terra all'uomo. Poiché il diluvio aveva spazzato via le città, fu deciso di dare la possibilità ai terrestri di ricostruire una civiltà stabilendosi in tre zone: nella Valle del Nilo, nella bassa Mesopotamia e nella Valle dell'Indo. Una quarta area, definita sacra (termine che originariamente significava "dedicata, riservata") e alla quale l'uomo non poteva avvicinarsi senza autorizzazione, fu lasciata agli dei. Questa regione si chiamava Tilmun ("il luogo dei missili") e, come la traduzione letterale indica chiaramente, costituiva la nuova base spaziale, dopo che la precedente era stata cancellata dal diluvio. Numerose leggende narrano gli sforzi incessanti di alcuni valorosi per giungervi e trovare "l'albero della vita", capace di renderli immortali. Simili testimonianze costituiscono la nutrita documentazione tramandataci dai Sumeri.


Il pianeta X

Perché in seguito gli Anunnaki abbandonarono la Terra, perché non vissero più con l'uomo? E, soprattutto - come ha sottolineato Sitchin nei suoi libri - perché stanno ritornando? Se al primo quesito è arduo rispondere, il secondo trova conferma in dati astronomici tangibili e quindi non assimilabili al campo delle ipotesi. Nibiru, il pianeta degli Anunnaki, starebbe ritornando verso la Terra, come ha sempre fatto nel passato. In questo sigillo viene rappresentata l'epica della creazione dell'uomo secondo la mitologia sumera Sino a poco tempo fa gli astronomi erano convinti che Plutone fosse il pianeta che segnava il limite estremo del nostro sistema solare. Ricordiamo, per inciso, che Plutone è così piccolo che, ultimamente, gli è stato negato lo status di pianeta, declassandolo ad asteroide. Negli ultimi decenni si è ipotizzata, attraverso un modello matematico, l'esistenza di un corpo celeste oltre il Sole che con la sua enorme mole gravitazionale influirebbe sull'orbita delle comete passanti per l'estrema periferia del sistema solare. Denominato pianeta X (nel duplice significato di decimo pianeta e di incognita), presenta una massa tre volte superiore a quella di Giove ed un'orbita contraria a quella degli altri pianeti. Ma perché crediamo che questo misterioso astro corrisponda a Nibiru? Proprio per il dato appena riferito: le tavolette sumere parlano del pianeta degli Dei come di un enorme corpo celeste con orbita contraria rispetto ai nostri.

Nibiru torna ogni 3.600 anni

Gli studiosi ipotizzano che, se anche non fosse un pianeta, Nibiru comunque potrebbe essere una nana bruna: una stella più piccola del Sole, incapace di emettere luce e collassata su se stessa dopo aver esaurito l' energia contenuta nel proprio nucleo. Ma, a parte quel poco che gli astronomi possono dirci su Nibiru, possiamo ancora una volta ricavare delle preziose notizie a riguardo dalle suddette tavole sumere, sforzandoci però di interpretarne i dati obiettivamente e non considerarle semplici miti. Nibiru, ci svelano i Sumeri, avrebbe una perfetta orbita ellittica che lo fa entrare ed uscire dal nostro sistema solare ogni 3.600 anni. Può quindi venire considerato, a buon diritto, appartenente al nostro sistema solare, sebbene risulti invisibile per lungo tempo. Orbiterebbe tra due soli (il nostro ed uno esterno) che ne costituirebbero i perigei. Quando Nibiru passa vicino al nostro pianeta, porterebbe degli scompensi tellurici,vista la sua alta potenza gravitazionale.

Tale affermazione non vuole essere allarmistica, tanto più che bisogna considerare la posizione della Terra durante questi passaggi: più si è vicini e più la possibilità di sommovimenti naturali si accentua. I Sumeri ci insegnano che il famoso Diluvio sarebbe stato provocato dall'approssimarsi di Nibiru alla Terra e che la nascita di tutte le grandi civiltà è sempre stata scandita dal metronomico lasso di tempo dei fatidici 3.600 anni. Questa osservazione risulta particolarmente interessante se notiamo che tutti i popoli antichi avrebbero appreso i fondamenti della loro cultura da "divinità celesti". Andrea Carusi, ricercatore dell'Istituto di Astrofisica Spaziale del CNR, sostiene che l'orbita retrograda del pianeta X ci invita a comprendere che esso non può essere stato generato con il Sole. Quindi, Nibiru dev'essere stato "catturato" nel nostro sistema solare in un secondo tempo. E, guarda caso, questo è proprio quanto sostengono i "miti" sumeri! Ma, chi fornì alla fiorente civiltà sumera dei dati astronomici così minuziosi da risultare ancora oggi esatti? La risposta, secondo Sitchin, è stata e sarà sempre la stessa: gli Dei o meglio, gli Anunnaki.



Fonte: isolachenonce-online.it

Leggi anche: Sumeri, Anunnaki e Nibiru, Il sigillo cilindrico VA 243, Cosa avverrà nei cieli e La ricerca scientifica del pianeta perduto

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.67


martedì 10 febbraio 2009

Nibiru...la nasa ne occulta le immagini?

Scritto da Annunaki2012

Segnaliamo una notizia inviataci dal nostro utente MAX (che ringraziamo)

Vi segnalo questo esplorando sky-google mi sono imbattuto in queste due coordinate. RA09:47:47 DEC13:16:26 dove sulla mappa con le stelle non si vede nulla ma se includete in basso a sinistra la sovrapposizione di IRAS con le immagini ad infrarosso vedete un bel corpo celeste con due lunghi baffi di emissione come una grossa quasar...

il punto è che dal mio primo avvistamento su queste mappe rispetto alla coordinata data qui sopra il corpo si è spostato vistosamente. La seconda riguarda sempre sulle immagini di IRAS un bel buco rettangolare vicino a RA13:47:32 DEC08:27:35 dove viene occultata una regione dello spazio dal cui bordo compare anche qui il corpo stellare che è in vistoso movimento. Ora uno dei due potrebbe essere Nibiru. Il candidato più probabile è il secondo visto che il primo e in LEO ed e invisibile a occhio nudo ( IRAS=Infrarosso) il secondo che si trova in VERGINE è basso tanto da essere visibile in modo eccellente
dai settori australi o equatoriali o in particolari momementi ( senza la luna che disturba la visione e il sole che sorge per occultarla) e non si comprende perchè su tutto il mosaico celeste presente in google-Sky di IR image di IRAS, quel solo rettangolo manca dalla tassellatura in modo così vistoso.

Per chi volesse esplorare lo spazio e il database dei vari satelliti NASA per avere il download dei formati FITS (immagini) delle varie porzioni di cielo coperte dalle varie missioni.

http://irsa.ipac.caltech.edu/cgi-bin/Radar/nph-real?result=/work/TMP_AAAz1aOj6/Radar/588/joblist.xml&collection=588&objstr=13h47m32s+08d27m35s&radius=6&radunits=arcsec&mode=Cone&lga=none&submit=Update&cookie=TMP_AAAz1aOj6&List=&39=39&40=40&58=58&62=62&126=126&datav=Data+Set+Type&irsa=1&radarpid=588

http://www.nibiru2012.it/nibiru-2012/nibiru...la-nasa-ne-occulta-le-immagini.html

domenica 13 luglio 2008

Secretum Omega e il Pianeta Nibiru

Premessa

a cura del Dott. Daniele Cataldi


Per gentile concessione del Sig. Cristoforo Barbato (http://www.secretum-omega.com), sono lieto di proporre a tutti i lettori di Ufologia.net un articolo di Luca Scantamburlo (© Luca Scantamburlo, 31/10/2006 http://www.angelismarriti.it ), basato sulle ricerche effettuate da Cristoforo Barbato, che mette in luce strane ed inquietanti rapporti tra Chiesa e fenomeno UFO. Con l’augurio che tale articolo sia da monito ai seri ricercatori del settore.


Secretum Omega e il Pianeta Nibiru

Il "Jesuit Footage", classificato Secretum Omega, sembra un'attendibile prova dell'esistenza del Pianeta X, il Nibiru sumero.


di Luca Scantamburlo




© Copyright 2000-2006 Cristoforo Barbato






Riproduzione, autorizzata da Cristoforo Barbato, di alcuni fotogrammi del "Jesuit Footage" realizzato dalla presunta sonda spaziale Siloe oltre l'orbita di Nettuno - Per la pubblicazione contattare l’autore.
Che cos’è il cosiddetto “Jesuit Footage”? Chi scrive ha battezzato con tale espressione un breve e controverso filmato di circa due minuti (un montaggio di due riprese) proveniente dal materiale video realizzato da una presunta sonda spaziale segreta denominata “Siloe”, che sarebbe stata spedita dal Vaticano nello spazio remoto all’inizio degli anni ’90 con l’obiettivo di riprendere alcune immagini del fantomatico Nibiru, decimo pianeta del Sistema Solare conosciuto ed adorato dalle antiche genti mesopotamiche. Il filmato, recapitato per posta nel 2001 a Cristoforo Barbato (un ricercatore indipendente membro della comunità ufologica italiana ed ex caporedattore di alcune riviste di settore), si tratterebbe di una copia di una copia, non del master. La fonte di questo materiale? Un padre Gesuita operante a Roma presso la Santa Sede all’interno di una struttura d’intelligence denominata Servizio Informazioni del Vaticano, in breve SIV. Questo religioso ha incaricato Barbato di fungere da apripista all’interno dei mass media per il rilascio d’informazioni cruciali per le prossime decadi della storia umana. Una scelta insolita, ma comprensibile se si riflette per un attimo sul fatto che nell’affrontare una vexata quaestio potenzialmente destabilizzante come quella del “Pianeta X”, è certamente da preferirsi un giovane considerato coraggioso ed onesto, ma poco noto, ad un giornalista affermato e legato ad affetti familiari, questioni d’immagine ed interessi di varia natura.


Il SIV (Servizio Informazioni del Vaticano) e la sua quinta colonna


La decisione di rompere il vincolo di segretezza, stando alle dichiarazioni della gola profonda vaticana, sarebbe scaturita da drammatiche consultazioni avvenute all’interno di una minoranza del SIV (Servizio Informazioni del Vaticano), una segreta struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe almeno dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa minoranza, costituita da teologi appartenenti all’Ordine dei Gesuiti, si sarebbe costituita come una sorta di Quinta Colonna non per tornaconto personale, ma perché dilaniata da una questione vicina alla morale di Antigone. La decisione di rilasciare del materiale classificato, attraverso una fuga controllata di notizie, sarebbe scaturita allora dalla volontà di rispettare al meglio il messaggio cristico, aiutando l’umanità ad affrontare determinati eventi climatici e politici che paiono profilarsi all’orizzonte e che sembrano destinati a coinvolgere tutte le creature del pianeta. In tal caso, il discutibile operato di questo manipolo di religiosi della Chiesa Cattolica Apostolica Romana a mio avviso onorerebbe il sangue versato sulla croce dall’ebreo Yeshū’a, crocifisso da uomini convinti d’agire nel nome della giustizia di Dio e di Cesare. In questi ultimi anni, soprattutto a causa di dubbie notizie non verificate e poco sottoposte al vaglio del pensiero critico, la querelle sorta attorno al Pianeta X ha determinato confusione ed anche, talvolta, una certa stanchezza presso l’opinione pubblica. Invece le informazioni rilasciate da questo sedicente membro dell’intelligence vaticana sembrano essere attendibili. Esse si situano in un contesto storico-scientifico già presente (quello della ricerca teorica ed osservativa di uno sconosciuto corpo planetario a lungo periodo e responsabile delle anomalie orbitali di Urano, Nettuno e della cometa di Halley), e spiegherebbero per esempio la presenza di una struttura d’osservazione di prim’ordine che il Vaticano ha allestito in Arizona alcuni anni fa (il VATT, un telescopio di classe mondiale); per non parlare delle sibilline dichiarazioni pubbliche di dotti ed accademici religiosi come Malachi Martin (crf. l’intervista radiofonica del 1997 all’americano Art Bell). L’esistenza del SIV è inoltre coerente con alcune riflessioni storiografiche già emerse a partire dagli anni ’90 su un paio di testi di storia moderna e contemporanea (cfr. i saggi Ratlines, pag. 26, di M. Aarons e J. Loftus, Newton Compton Editori, 1993, e L’atlante delle spie, pag. 89, di U. Rapetto e R. Di Nunzio, RCS BUR, 2002). Di certo c’è l’autorevolezza della fonte: Barbato ha potuto verificare con i propri occhi le credenziali di tale personaggio, che all’epoca operava effettivamente all’interno della Santa Sede come religioso dell’ordine dei Gesuiti. Nondimeno per deontologia professionale egli ne protegge l’identità (in gergo giornalistico si dice che salvaguarda la fonte), rispondendo alla richiesta d’anonimato rivoltagli dal padre Gesuita, ma soprattutto consapevole degli enormi rischi al quale il religioso s’è esposto bruciandosi (anche se in minima parte) e compromettendo del materiale classificato ai più alti livelli.
Il lavoro giornalistico-investigativo di Barbato, quando minuziosamente esaminato, costituisce un’indubbia garanzia e dovrebbe da solo catalizzare almeno l’interesse, scevro da pregiudizi ideologici, degli addetti ai lavori del mondo ufologico ed anche del giornalismo investigativo. Se Barbato ha atteso ben quattro anni prima di divulgare il “Jesuit Footage” e le informazioni ad esso inerenti, lo si deve all’estrema prudenza del ricercatore partenopeo, il quale nel corso di tale periodo ha effettuato tutta una serie di controlli incrociati e verifiche per capire se questa inquietante storia avesse un fondamento di verità. Mi chiedo se l’onestà intellettuale diffusa presso la stampa italiana ed il mondo intellettuale d’oggi sarà sufficiente a gettare un’occhiata più seria agli studi dell’orientalista russo Zecharia Sichin ed al lavoro giornalistico di Cristoforo Barbato.


Conferme indirette del Secretum Omega, la più alta classificazione di segretezza vaticana


Ora procederemo ad un’analisi, il più esaustiva possibile, degli elementi in nostro possesso che possano indicare la fondatezza del “Jesuit Footage” classificato “Secretum Omega” e della testimonianza del padre Gesuita che contattò Barbato sei anni fa. Cercheremo dunque, se esistono, ricerche scientifiche al riguardo e se si sono verificati recentemente eventi che potrebbero costituire ulteriori conferme indirette della struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe (il SIV, Servizio Informazioni del Vaticano), e degli sforzi scientifico-tecnologici che sarebbero stati compiuti per approntare la presunta missione spaziale classificata “Secretum Omega” e denominata “Siloe”. Secondo le parole del Gesuita romano che nel 2001 rilasciò a Barbato un inedito video VHS contenente le presunte immagini raccolte dalla sonda interplanetaria Siloe concepita per monitorare il Decimo pianeta in avvicinamento al Sistema Solare, la propulsione spaziale della suddetta sonda sarebbe “non convenzionale” ed il motore funzionerebbe ad “impulsi elettromagnetici”.


SILOE: una sonda interplanetaria segreta a magnetoplasma?


Detto così sembra il plot fantascientifico di un film hollywoodiano, ma per chi ha la pazienza di documentarsi ecco che emerge qualche elemento di consistenza che può provarne l’autenticità: io, per esempio, mi sono imbattuto in alcuni dati molto pregnanti i quali non farebbero altro che avvalorare la testimonianza della fonte di Barbato. Nel settembre 1996 il numero 16 della rivista bimestrale I Misteri (Edizioni Cioè, Roma) pubblicava una lettera nella rubrica della posta a firma di un certo Ingegner Angelo Genovese, di Ospedaletto (la città toscana in provincia di Pisa). Genovese, “ingegnere aeronautico specializzato in propulsione spaziale”, ricordava gli studi redatti per l’Astronautic Laboratory della base statunitense di Edwards da uno scienziato di nome P.L. Cravens, e raccolti in un rapporto intitolato “Electric Propulsion Study”. In tale rapporto Cravens si diceva interessato ai “forti campi elettrici pulsanti e non statici”, utilizzabili per la propulsione spaziale. Genovese concludeva la sua lettera sostenendo che studi in materia venivano, all’epoca, portati avanti dal laboratorio di Los Alamos e da quello di Lawrence Livermore, studi che tuttavia erano ancora secretati. Ho trovato un’altra indiretta conferma in un testo di divulgazione scientifica firmato da autori davvero autorevoli ed insospettabili: Alessandro Braccesi, Giovanni Caprara e Margherita Hack. Alle pagine 250-251 del loro testo Alla scoperta del sistema solare (ediz. riveduta ed aggiornata nel 2000 del volume del 1993 uscito per la Mondadori) si discute di propulsione elettrica: “sono in corso da diversi anni ricerche su tre diversi tipi di propulsori elettrici noti rispettivamente come arcogetti, propulsori ionici e a magnetoplasma”. Discutendo del terzo tipo gli autori parlano proprio di “interazioni fra correnti elettriche e campo magnetico” e del propellente usato in tale innovativa, anche se teorica, propulsione: del teflon potrebbe venire “vaporizzato e scaricato a impulsi che si ripetono diverse volte in un secondo” (pag.251). Se queste ricerche fossero state portate avanti e testate da équipe scientifiche operanti in strutture militari, naturalmente sarebbero ancora coperte dal massimo riserbo. Qualcuno presente ad un mio recente intervento come relatore ad un convegno ufologico (Melara, Ottobre 2006) mi ha fatto privatamente osservare che secondo lui tali studi non possono essere di molto più avanzati rispetto alla tecnologia a disposizione della NASA. Altrimenti, egli si chiede, perché l’ente spaziale americano userebbe ancora la gravity assist per le sue sonde interplanetarie (la cosiddetta fionda gravitazionale, un sistema di viaggio non molto veloce ma a costo zero)?
Si tratta di un’obiezione legittima ed intelligente ma è mia opinione che la risposta sia semplice: se esiste un nemico terribile, o esistono uno o più interlocutori di natura sconosciuta e dalle potenzialità belliche ignote, la migliore risposta militare è conservare il più possibile il fattore sorpresa. Nel mondo dell’intelligence militare una potenziale minaccia al sistema va isolata ed identificata. A tal fine è necessario che gli studi tecnici in campo bellico siano il più possibile riservati. Inoltre, se una tale tecnologia (propulsione ad impulsi elettromagnetici, o “a magnetoplasma”) fosse resa pubblica e disponibile a tutti, nel breve volgere di pochi anni altre agenzie spaziali sarebbero in grado di raggiungere in breve tempo i confini del Sistema Solare, ponendo fine alla supremazia spaziale di un’unica potenza. A quel punto, un’eventuale presenza aliena sarebbe identificabile e fronteggiabile anche da Paesi che spendono pochi punti percentuali del loro prodotto interno lordo sulla ricerca spaziale; senza poi considerare che una simile propulsione potrebbe rivoluzionare il sistema di trasporti, ridimensionando il peso dell’industria del motore basato sulla combustione dei propellenti chimici, con inevitabili ripercussioni sull’economia mondiale. In ogni caso, anche se le mie considerazioni non vengono ritenute valide, ricordo a tutti che la missilistica moderna è nata durante il secondo conflitto mondiale ad opera del genio di W. Von Braun, che si mise al servizio delle Forze Armate tedesche soltanto perché furono le uniche ad avere la lungimiranza di credere nei suoi progetti, investendo ingenti somme di denaro.


Le ricerche militari e le nuove generazioni


Dov’è allora la punta di diamante della ricerca scientifico-tecnologica? Quasi sempre sotto l’ala protettrice dei ministeri della Difesa, che non esita a secretarla se lo ritiene necessario per motivi di sicurezza nazionale. Non è una novità. Forse è una verità amara, ma lapalissiana, che non può essere misconosciuta. Sarebbe certamente più auspicabile una maggiore trasparenza pubblica ed un equilibrio di stanziamenti sulla ricerca, oggi assente: civile e militare dovrebbero procedere di pari passo, cooperando fra di loro. Questo forse eviterebbe il clima di sospetto e l’ossessione per la segretezza che tante conseguenze nefaste ha comportato nella storia umana. Non sarebbe la fine dell’intelligence, necessaria e fondamentale per il mantenimento di una struttura statale, ma un suo uso diverso e capace di responsabilizzare la gente. Spetta soprattutto ai politici tracciare vie diverse, inaugurare nuovi corsi. Ma siamo davvero pronti a tutto ciò? Ad una rivoluzione copernicana?
A volte mi chiedo se la responsabilità del cover up, della congiura del silenzio e della confusione che sembra averne preso il posto, non sia in parte anche nostra, del pubblico e del giornalismo in senso lato. Leggiamo ancora il mondo con l’errata convinzione che la verità del mondo scientifico sia epistème, quando invece è anch’essa doxa, come è stato dimostrato ampiamente dall’epistemologia contemporanea. E chi prende decisioni cruciali, non sono forse uomini e donne? I politici, i religiosi, i militari, e gli scienziati che lavorano per i ministeri della Difesa, sono tutti in massima parte esseri umani, fallaci, con le loro paure e speranze. Come noi. Se davvero vogliamo un’umanità pronta ad accogliere l’alterità massima, dobbiamo stimolare l’allargamento delle coscienze dal basso, a partire dalle scuole dell’obbligo. A mio avviso dobbiamo aiutare le nuove generazioni a crescere consci della difficile storia umana, dei fallimenti e dei successi che l’hanno costellata, ridimensionando l’antropocentrismo ancora molto forte e riducendo le ideologie politiche e religiose a meri strumenti dell’uomo, purtroppo considerati ancora fari infallibili sul cammino del progresso. Dobbiamo riscoprire quel senso del divino che è mistero, e che affonda le proprie radici sia nell’intimo dell’uomo sia nello spazio infinito.
Il “Brookings Report”




Il “Brookings Report” del Novembre 1960, redatto dal Brookings Institute di Washington ed intitolato “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Activities for Human Affairs”, è un’ analisi sugli aspetti sociologici ed antropologici di un possibile evento di “contatto” con una realtà aliena. Tale rapporto, preparato per la NASA e presentato dal Committe on Science and Astronautics alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America il 18 Aprile 1961, raccomandava di effettuare ricerche nell’area sociologica ed antropologica che si occupa di studiare “il comportamento delle persone e dei loro leaders quando si confrontano con eventi drammatici e non familiari, o con pressioni sociali”: il testo focalizzava inoltre l’attenzione anche sull’eventualità di preparare studi ed incontri ad hoc per comunicare la scoperta di una presenza aliena, discutere degli scopi che invece potrebbero muovere all’insabbiamento delle informazioni sulla scoperta della vita extraterrestre (“withheld from the public”, letteralmente nascosto al pubblico), e su quale potrebbe essere il ruolo che gli scienziati della scoperta ed altre personalità dal potere decisionale rivestirebbero nell’annuncio della scoperta che non siamo soli nell’Universo; leggiamo a pag. 216 cosa si raccomanda:“




[…] Historical and empirical studies of the behavior of peoples and their leaders when confronted with dramatic and unfamiliar events or social pressures. Such studies might help to provide programs for meeting and adjusting to the implications of such a discovery. Questions one might wish to answer by such studies would include: How might such information, under what cirucumstances, be presented or withheld from the public for what ends? What might be the role of the discovering scientists and other decisionmakers regarding release of the fact of discovery?” Ma il passo più significativo è senz’altro quello che si riferisce al clash culturale e sociale, a pag. 215, ove si dice: “[…] Anthropological files contain many examples of societies, sure of their place in the universe, which have disintegrated when they had to associate with previously unfamiliar societies expousing different ideas and different life ways; others that survived such an experience usually did so by paying the price of changes in values and attitudes and behavior.”Traducendo - [la traduzione dei brani in inglese è mia]: “Studi antropologici, archiviati, contengono diversi esempi di società, sicure del loro posto nell’universo, che si sono disintegrate quando dovettero venire a confronto con società a loro non familiari ed a loro anteriori, mostranti idee differenti e stili di vita differenti; altre sopravvissero ad una tale esperienza generalmente pagando il prezzo di cambiamenti nei valori, nelle attitudini e nei comportamenti.”


L’orientalista russo Zecharia Sitchin ed il Vaticano


Ora veniamo all’orientalista Zecharia Sitchin. Tempo addietro (in concomitanza con l’uscita dell’intervista pubblicata su UFO Notiziario nr.62 di Aprile-Maggio 2006), Cristoforo Barbato mi fece una confidenza telefonica che rivelai per la prima volta sulle pagine del bimestrale UFO Notiziario (nr.64, agosto-settembre 2006, pagg.42-43), per dimostrare come anche i più scettici dovessero prestare molta attenzione al contenuto delle sue rivelazioni: egli mi disse che il Gesuita di Roma gli aveva riferito che Sitchin nel 2000 era stato ricevuto in Vaticano, ai massimi livelli s’intende. Io rimasi un po’ perplesso, allora, ma considerando la serietà di Barbato presi atto e considerai l’informazione attendibile. Del resto, Barbato aveva avuto la fortuna d’interloquire con un insider della Santa Sede. Chi meglio di lui poteva conoscere i retroscena dei palazzi vaticani di Roma? Non ci pensai più per alcuni mesi, oberato com’ero da problemi di lavoro e dalla preparazione della mia tesi di laurea in bioetica, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’Foscari di Venezia. Tuttavia nel cuore dell’estate scorsa tornai a pensarci su e mi chiesi: il noto sumerologo russo era mai stato in visita in Italia? Sì, a Bellaria (in Romagna, in provincia di Rimini) proprio nel 2000, per partecipare ad un congresso, e fu proprio allora ch’egli incontrò Monsignor Corrado Balducci. è possibile che Sitchin, prima o dopo, si sia recato a Roma per ricevere udienza in Santa Sede? E se sì, fu una sua iniziativa od egli fu invitato ufficialmente? Fui molto fortunato allora nelle mie ricerche perché per caso, navigando nella Rete, m’imbattei in una notizia che confermerebbe sorprendentemente la confidenza di Barbato, altrimenti difficilmente dimostrabile: il sito SkySpyTV del canale televisivo TVAmsterdam (www.skyspy.tv/sitchin.html) riporta ancora oggi sulla sua homepage la notizia dell’intervista concessa da Sitchin alla locale televisione olandese in occasione del Millennium UFO Congress tenutosi ad Amsterdam alla fine di marzo 2000. Si dice espressamente: “Zecharia Sitchin visited the Millennium UFO Congres in Amsterdam in March 2000, TVA was able to interview mr. Sitchin, Stanton Friedman and Jaime Maussan. Sitchin announced that he was invited by the Vatican later that month.”. Se questo non bastasse, trovai un’ulteriore conferma: presso il sito http://www.planetwork.org/planetwork.org.recent.html si riporta la testimonianza di uno spettatore del congresso di Amsterdam. Nel raccontare la sua esperienza dice: ““Only a few days later, a meeting with the Pope in the Vatican in Rome was scheduled! –“. Le parole non lasciano adito a dubbi: “scheduled” in lingua inglese significa “messo in programma”, ed il riferimento a Roma ed al Papa è esplicito. Dunque l’incontro con Monsignor Balducci e la discussione storica e teologica che ne seguì a Bellaria forse sono stati propedeutici ad un successivo incontro privato con i vertici della Chiesa Apostolica Romana. Sitchin, si evince dalle dichiarazioni fatte in terra olandese sei anni fa, quasi certamente aveva in programma di fare tappa a Roma per incontrare Giovanni Paolo II, e pare su espresso invito della Santa Sede. Il fatto che prima il sumerologo lo dichiarò pubblicamente di fronte agli olandesi e poi non ne parlò più, si potrebbe spiegare o con una forte richiesta espressa da parte di certi ambienti del Vaticano desiderosi di mantenere la riservatezza in proposito, oppure con una decisione autonoma presa da Sitchin in seguito ad altre circostanze ed eventi della sua vita privata a noi non noti.


COSMIC TOP SECRET: Il più alto livello di classificazione di segretezza in ambito NATO


E riguardo alla espressione inglese COSMIC TOP SECRET che compare nel “Jesuit Footage”? Si tratta di una trovata da film (una bella spy story) oppure ha una sua realtà? Basta avere la pazienza di documentarsi: presso la Rete esistono diversi siti ufficiali delle Forze Armate. Prendiamo per esempio http://www.navysecurity.navy.mil/, uno dei siti ufficiali della Marina Militare degli Stati Uniti d’America (la U.S. Navy) e scarichiamoci il documento di estensione .pdf dal seguente indirizzo: http://www.navysecurity.navy.mil/documents/information/intro-natosecuritybrief.pdf.
Il nome del file è intro-natosecuritybrief.pdf, ed il documento ivi contenuto riassume brevemente il significato della struttura politico-militare della NATO nata dall’omonima alleanza fra diversi Stati; spiega poi in cosa consistono le informazioni della NATO, i relativi marchi di classificazione (classification markings) e le categorie delle informazioni NATO. C’è inoltre un paragrafo intitolato Classification Markings and Categories of NATO Information. In esso si illustrano i quattro livelli di classificazione di segretezza in uso presso la NATO; essi sono: il COSMIC TOP SECRET (CTS), il NATO SECRET (NS), il NATO CONFIDENTIAL (NC), il NATO RESTRICTED (NR).


Ulteriori indizi sul coinvolgimento del Vaticano nella questione del contatto extraterrestre: Jimmy Carter, il Congressional Research Group ed il Vaticano


Jimmy Carter (Plains, Georgia 1924), ufficiale dell’Accademia Navale Americana ch’egli lasciò ben presto alla morte del padre, è stato un leader politico moderato e molto attento ai diritti umani.
Eletto Presidente degli Stati Uniti d’America (1977-1981) non solo fece da mediatore per la pace in Medio Oriente ma sottoscrisse a Vienna nel 1979, con il premier sovietico Leonid Brežnev, gli storici accordi SALT II sulla limitazione delle armi nucleari strategiche. Unica macchia del suo mandato presidenziale: la crisi politico-diplomatica degli ostaggi americani in Iran, conclusasi con un fallimento totale (e la morte di 8 militari delle forze speciali americane) nel tentativo di liberare con un blitz i 66 cittadini membri del personale diplomatico sequestrati da un gruppo di sostenitori della rivoluzione islamica. Nel 2002, per il suo impegno diplomatico nelle aree più insanguinate del mondo, Carter è stato inoltre insignito del Premio Nobel per la Pace. Ma molti non sanno che Jimmy Carter durante la sua campagna elettorale come candidato democratico alla Casa Bianca promise pubblicamente che se fosse stato eletto avrebbe cercato di fare luce sul fenomeno UFO. Questa promessa nasceva proprio da un avvistamento UFO di cui Carter fu testimone nella sua Georgia, ove fu Governatore dal 1970 al 1975. I più maligni insinuano ch’egli vide il pianeta Venere particolarmente brillante in cielo, scambiandolo così per un UFO. Ricordiamo nuovamente come Carter fu un ufficiale dell’Accademia Navale Americana, e dunque perfettamente addestrato a riconoscere la fenomenologia celeste. Ed una volta eletto Carter si adoperò in tutti i modi per mantenere la sua promessa. Infatti quasi subito il Congressional Research Group (CRG) della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti s’attivò in tal senso. Il CRG è un gruppo di ricerca di più di 400 persone che compie ricerche per il Congresso degli Stati Uniti. Esso è organizzato in cinque diverse sezioni di ricerca interdisciplinari: American Law; Domestic Social Policy; Foreign Affairs, Defense and Trade; Government and Finance; and Resources, Science and Industry. Entro ciascuna di esse lo staff è suddiviso in sezioni più piccole che si occupano di problematiche specifiche. Il CRG dispone di un sito web ufficiale; per chi cercasse ulteriori informazioni ecco dove reperirle:

http://www.loc.gov/crsinfo/whatscrs.html.


Grant Cameron, ricercatore canadese indesiderato ospite: troppo scomodo?




Ora guardiamo da vicino l’attività del CRG in merito alla questione extraterrestre. Le informazioni che seguono sono state raccolte dal ricercatore canadese Grant Cameron. Le sue indagini si sono concentrate sulle azioni compiute dai Presidenti americani in merito alla questione UFO. Stando alla biografia reperibile in rete sul suo sito (www.presidentialufo.com), sono il frutto soprattutto di 20 visite ai National Archives che conservano documentazione storica. Fra l’altro l’anno scorso Cameron è stato protagonista di uno spiacevole episodio, commentato dalla celebre ricercatrice statunitense Linda Moulton Howe: Cameron, ricorda la Howe, era atteso negli Stati Uniti il 4 Settembre 2005 come relatore presso una conferenza organizzata dal NUFOC al Renaissance Hollywood Hotel, Hollywood, California. Inspiegabilmente, tuttavia, egli non si presentò. Inoltre, quando gli organizzatori provarono a contattarlo, il suo cellulare risultava essere disconnesso ed il suo indirizzo di posta elettronica non funzionava. Davvero sospetto. Solo pochi giorni dopo la Howe seppe da Grant al telefono ch’egli, la mattina del 2 Settembre, fu bloccato al Vancouver International Airport: non gli fu consentito di entrare negli Stati Uniti d’America dal U.S. Department of Homeland Security. La motivazione del rifiuto all’ingresso fu la seguente: “Notice of Inelegibility for Pre-Flight Clearance”, punto 212 (a) 5 (A) il quale dice: “You appear to seek to engage in skilled or unskilled labor in the United States without having received a U.S. Department of Labor certification”. In sostanza egli era sprovvisto di un’autorizzazione al lavoro, in quanto il suo intervento alla conferenza era considerato un’attività lavorativa. Un provvedimento davvero fiscale ma apparentemente ineccepibile. La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: questa severità, nei confronti di un cittadino nordamericano, viene applicata con lo stesso zelo a tutti coloro che entrano negli Stati Uniti dal Canada? Il titolo del suo mancato intervento al convegno? Era il seguente: “64 Reasons Why The U. S. Government Can't Tell the Truth About UFOs."




Marcia Smith


Veniamo ora al CRG: racconta Grant Cameron sul suo sito Web che nel 1977 Marcia Smith, all’epoca esperta analista politica al Congressional Research Group ed in seguito direttrice della Library of Congress’ Science and Technology Division del CRG dal 1984 al 1985, avvicinò Daniel Sheehan, allora General Counsel (cioè Avvocato Generale) presso lo United States Jesuit National Headquarters. A quanto pare a Sheehan fu chiesto di partecipare “ad un’importante ed altamente classificata valutazione dei fenomeni UFO, e dell’intelligenza extraterrestre” (in proposito si consulti il sito: http://www.presidentialufo.com/marcia_smith_story.htm).
Sheehan accettò e divenne così a tutti gli effetti “a special consultant to the Congressional Research Group”, cioè uno “speciale consulente per il Gruppo di Ricerca Congressuale”.
Marcia Smith contattò Sheehan perché venne a sapere da una comune amica, Rosemary Chalk (che all’epoca ricopriva la carica di Segretario del National Science Foundation), che in gioventù Sheehan aveva spesso sognato di diventare un astronauta ed incontrare altre civiltà nello Spazio.
Ma era soprattutto la sua posizione all’interno della comunità Gesuitica americana ad interessare il CRG. Le informazioni che il lettore apprenderà fra breve non farebbero altro che corroborare la testimonianza resa da Cristoforo Barbato, arricchendola ulteriormente: il sito estero già menzionato sopra (www.presidentialufo.com/marcia_smith_story.htm) racconta che a Sheehan fu chiesto di usare la sua influenza per “ottenere i documenti UFO tenuti alla Biblioteca Vaticana. Sheehan approcciò il suo contatto al Vaticano”. L’espressione inglese usata non lascia adito a dubbi: “to obtain the UFO documents held in the Vatican library. Sheehan made an approach to his contact at the Vatican”. Leggiamo ora in una mia traduzione le parole pronunciate da Sheehan (e riportate sul sito) nel ricordare gli avvenimenti di allora: “Lei chiamò […] e mi chiese se come Avvocato Legale per la Direzione dei Gesuiti (Jesuit Headquarters) potessi avere accesso per la Biblioteca del Congresso alla Biblioteca Vaticana. La Biblioteca Vaticana ha una sezione abbastanza grande che concerne il problema dell’intelligenza extraterrestre, e gli UFOs. M’impegnai a contattare il Gesuita che attualmente dirige la Biblioteca Vaticana, e con mio grande stupore, mi dissero che non potevamo avervi accesso… Informai di questo Marcia Smith.”
Successivamente, dopo un colloquio con Marcia Smith e Bill Davis (Director of the National Office), Sheehan fece un secondo tentativo con la Biblioteca Vaticana:
“Mandai una seconda lettera al Gesuita che era a capo della Biblioteca Vaticana, e gli spiegai che era un’ufficiale richiesta che era venuta dal Congressional Research Group della Biblioteca del Congresso – e che era venuta dal Congresso degli Stati Uniti, e che il Presidente stesso aveva espresso il desiderio di ottenere queste informazioni. Così pensai che ci avrebbe dato accesso alle informazioni, ma ricevetti una seconda risposta negativa dalla Biblioteca del Vaticano – Il Jesuit National Headquarters non sarebbe stato messo nelle condizioni di accedervi. Così dovetti con grande rammarico riportare il tutto a Marcia Smith comunicandole che non ero stato capace di riuscire.”
La documentazione fornita ed il ragionamento da me condotto dovrebbero ora far riflettere quanti hanno denigrato gratuitamente, sulle pagine della Rete, il lavoro di ricerca giornalistica di Barbato. C’è chi ha frettolosamente liquidato il “Secretum Omega” come “cose esecrabili”. Se avrà la pazienza di leggere con attenzione il nostro servizio dovrebbe ricredersi e, almeno privatamente, porgergli le sue scuse. Concludo dicendo che l’orientalista russo Zecharia Sitchin (da me intervistato per UFO Notiziario, nr.64 Agosto/Settembre 2006), nel corso di un’intervista concessa nel 1997 a Jordan Maxwell[1] (uno studioso e ricercatore statunitense attivo nei campi dell’occulto, della religione e della filosofia), intervista che ho avuto la fortuna di vedere, nel rispondere ad una domanda di Jordan fa una sibillina affermazione che questa volta conferma clamorosamente (senza timore di smentite) quanto riferitomi da Cristoforo Barbato in via confidenziale e da noi discusso sulle pagine dello scorso numero: Sitchin saprebbe molto di più di quanto emerge dalle sue pubblicazioni e, presumo probabilmente a causa di forze più grandi di lui oltre che per via del suo senso di responsabilità, è costretto di volta in volta a calibrare con grande attenzione le sue risposte nel corso dei colloqui e dei congressi, e ad agire con prudenza quando scrive i suoi articoli e saggi venduti in più di venti lingue. Io sinceramente non mi sento di biasimarlo. Vista anche la prematura scomparsa del coraggioso Dr. R.S. Harrington, morte che ha lasciato sgomento il noto sumerologo residente a New York. Del resto Sitchin sta già facendo molto, da diversi anni, per raccontare alla gente la verità sul nostro passato. Quando allora i nostri giornalisti ed intellettuali s’interesseranno in modo serio delle sue ricerche e la smetteranno di considerarle pseudoscienza? Qualcosa si muove già, fortunatamente.


Un'enciclopedia italiana per adolescenti menziona Nibiru e gli Anunnaki




Volume Enciclopedico – “Il Cielo”


Il 25 settembre scorso il prestigioso giornale milanese Corriere della Sera distribuiva in edicola, a 12,90 Euro più il prezzo del quotidiano, il volume enciclopedico della Rizzoli Junior intitolato “Il Cielo”, realizzato dall’Istituto Geografico De Agostini ma in parte tratto dall’opera Enciclopedia of Discovery, della Weldon Owen Inc. Il volume della Rizzoli Junior, cartonato e composto da 317 pagine a colori, si presenta ben rilegato ed è suddiviso in sette sezioni che sono: il “Grande dizionario del Cielo e dell'Universo”, “Conoscere il Cielo”, “Il volo”, “Stelle e pianeti”, “Date e dati”, “Percorsi fotografici” e “Da leggere e vedere”. Il linguaggio chiaro e semplice, visto il target adolescenziale, non rinuncia tuttavia al rigore terminologico e concettuale. Pertanto ne consiglio vivamente l’acquisto non solo alle ragazze ed ai ragazzi ma anche al pubblico adulto che ama la divulgazione astronomica. La cosa degna di rilievo è il paragrafo presente a pagina 233 ed intitolato “Il decimo pianeta non è una novità”. Inoltre nella stessa pagina campeggia l’illustrazione di una ziqqurat (si può scrivere anche ziggurat), antica piramide mesopotamica a terrazze di dimensioni decrescenti verso la cima. Nel trattare la conoscenza antica del Sistema Solare gli autori del testo si riferiscono alla cosmogonia sumera ed arrivano a scrivere: “[...] il sistema solare contava tutti i pianeti a noi noti oltre a Tiamat e Nibiru. Quest’ultimo sarebbe il pianeta più lontano del Sistema [...]”. Sorprendentemente si parla anche dei presunti abitanti di tale lontano mondo (gli Anunnaki), spiegandone l’etimologia del termine e definendoli “una stirpe di giganti semidivini”. Il paragrafo si conclude spiegando l’origine del sistema Terra-Luna e della cintura di asteroidi secondo i miti sumeri: la cintura dei pianetini sarebbe il risultato dello scontro di Nibiru con l’originario pianeta presente fra Marte e Giove (Tiamat), andato distrutto a seguito della collisione. Peccato che in realtà secondo i Sumeri ed i Babilonesi non fu Nibiru ma furono uno o più dei suoi satelliti a cozzare contro Tiamat. Gli autori (certamente italiani perché è a partire dal pag. 234 fino a pag. 253 che i testi sono tradotti dall'opera straniera sopra menzionata) omettono la principale fonte del racconto cosmogonico: l’Enuma Elish, l’Epica della Creazione (discussa da Zecharia Sitchin, storico orientalista residente a New York) ed è forse anche a causa di questo che essi commettono l’errore da me segnalato, che potrebbe anche essere interpretato come una voluta semplificazione. Per chi volesse approfondire rimando direttamente al celebre primo testo di Sitchin uscito negli Stati Uniti nel 1976: “[...] furono i satelliti di Marduk a colpire Tiamat, non Marduk stesso” (Il pianeta degli dei, di Z. Sitchin, Ed. Piemme, 1998, pag.217). Ricordo inoltre che Marduk è il nome dato dai Babilonesi al dio-pianeta Nibiru degli antichi Sumeri. Va comunque dato il merito ai redattori italiani della Rizzoli di aver rotto gli indugi: finalmente si ha l’audacia di osare con il grande pubblico, ed in particolare con le nuove generazioni. E l’accenno a Nibiru ed ai suoi abitanti (gli Anunnaki), nonostante sia costruito sul modo verbale condizionale, è un segnale forte e che fa ben sperare per il futuro. Se esso sia una coraggiosa iniziativa individuale o di pochi intellettuali, oppure il frutto di una qualche indicazione venuta da ambienti istituzionali, beh, questo proprio non lo so dire, ma quello che conta è l’onestà intellettuale; in questo caso discretamente onorata seppur con una comprensibile prudenza. Invece il passaggio dell’intervista a Sitchin realizzata da Maxwell e di cui parlavo precedentemente, per via delle pregnanti parole che fanno riferimento al ritorno di Nibiru non verrà discusso in questa sede ma all’interno del mio saggio attualmente in fase di stesura: The American Armageddon. Dal segreto di Eisenhower alla scoperta del Pianeta X.
[1] Pare che questa intervista sia stata rilasciata a Jordan Maxwell in occasione della World Conference of Planetary Violence in Human History, tenutasi nel Gennaio 1997 negli Stati Uniti.


Alcune foto Tratte dal Jesuit Footage:
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Riproduzione, autorizzata da Cristoforo Barbato, tutti i diritti sono riservati all’autore. Per la pubblicazione dell’articolo e delle foto contattare direttamente Cristoforo Barbato al seguente indirizzo: c.barbato@secretum-omega.com; Sito Web: http://www.secretum-omega.com. Il materiale è coperto da © Copyright sui diritti d’autore.


Chi è Cristoforo Barbato?


Cristoforo Barbato è un ricercatore indipendente che si occupa da anni dello studio del fenomeno UFO (in passato ha anche fatto parte, come socio, del C.U.N Centro Ufologico Nazionale) di Misteri, nuove frontiere della scienza e di tematiche legate al Cover-up in generale, cospirazionismo e all’intelligence. Ha partecipato in questi anni come relatore a diversi simposi e conferenze nazionali sulla tematica UFO-Alieni o connesse al Cover-up. A partire dal 1997 fino al 2003 è stato redattore o caporedattore delle riviste Notiziario UFO, Dossier Alieni, Extra Terrestre - Nuova Scienza e Nuova Coscienza, Stargate e Stargate Magazine - Il mondo dell’Altra informazione. Inoltre ha collaborato alla realizzazione dell’enciclopedia UFO, Dossier X per la Fabbri Editori e dell’enciclopedia Stargate – Enigmi dal cosmo per la Curcio Editori. Dal 2005 è impegnato, attraverso conferenze e col sito www.secretum-omega.com, in una mirata opera di divulgazione delle sue ricerche sul Secretum Omega, il coinvolgimento Vaticano nel fenomeno UFO-Alieni, il Decimo Pianeta e di tematiche correlate. Dal 2006 è anche socio del Free Lance Iternationl Press (F.L.I.P).


Ringraziamenti


Si ringrazia il Sig. Cristoforo Barbato, per aver concesso la pubblicazione di questo testo sul sito di Ufologia.net, per eventuali problemi relativi all’articolo contattare il Dott. Daniele Cataldi al seguente indirizzo di posta elettronica: daniele77c@hotmail.it Grazie.


Dott. Daniele Cataldi
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