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venerdì 22 maggio 2009

I 13 teschi di Cristallo


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Uno dei più grandi ed irresistibili misteri dell'archeologia è rappresentato dai 13 Teschi di Cristallo. I Teschi nella storia dell'umanità sono considerati tra gli oggetti maggiormente carichi di simbolismo nel Mondo.
Alcuni Teschi di Cristallo assolutamente perfetti sono stati trovati in Messico, America Centrale e Sud America.
Insieme, questi Teschi di Cristallo costituiscono un grande ed enigmatico mistero alla stregua delle linee di Nazca, delle grandi Piramidi e degli Stonehenge.
Si ritiene che questi Teschi risalgano a non meno di 5.000 anni fa.

Durante le prime spedizioni che li ritrovarono, i nativi riferirono agli archeologi che questi Teschi possedevano poteri magici e capacità di guarigione.
Tuttavia, nessuno sa dire con certezza da dove provengano o chi li abbia creati.
Alcuni credono che i Teschi di Cristallo siano i resti della perduta civiltà di Atlantide.
Altri credono che siano finti. Altri ancora attribuiscono ad essi fenomenali capacità psichiche: riuniti insieme, i Teschi di Cristallo ci permetterebbero di conoscere il passato, il presente ed il futuro.

Gli storici e gli antropologi nel corso della storia decisero di saperne il più possibile su questi strani Teschi.
Presto, li ricollegarono ad un'antica leggenda indiana che afferma che esistono 13 Teschi di Cristallo appartenenti alla Dea della Morte; essi venivano tenuti separati l'uno dall'altro ed affidati allo stretto controllo di sacerdoti pagani e speciali guerrieri di guardia.

Un leggenda Maya afferma che quando i 13 Teschi di Cristallo saranno riuniti, essi trasmetteranno agli uomini la somma conoscenza, ma questo avverrà solo ed esclusivamente quando la razza umana si sarà completamente evoluta e sarà moralmente integra.

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Il “Teschio di Parigi” (Trocadero Museum)

Fu il primo a essere scoperto: alla fine dell'Ottocento in Messico. La sua datazione lo colloca a oltre 10.000 anni fa e dalle analisi eseguite si pensa sia stato lavorato con tecniche molto primitive Ciò nonostante, il risultato è molto realistico. E' caratterizzato da una rientranza sulla parte superiore: probabilmente era usato per sorreggere qualcosa.

Il “Teschio Maya”

Fu rinvenuto all'inizio del Novecento. E' realizzato in quarzo puro e presenta delle rientranze prolungate alle tempie laterali e profonde sotto la mascella.

Il “Teschio di Ametista”

Fu scoperto in Messico all'inizio del Novecento. E' molto simile al “Teschio Maya”, ma è realizzato in quarzo viola e le rientranze all'altezza delle tempie sono molto più estese di quelle del similare.

Il “Teschio del Texas o di Max”

La denominazione deriva dalla famiglia che lo possiede: gli fu donato da un guaritore tibetano, Norbu Chen; al momento è custodito al JoAnn Parks di Houston, in Texas. Fu scoperto nel 1920, in una tomba in Guatemala. La datazione lo colloca attorno ai 10.000 anni fa.

Il “Teschio di Mitchell-Hedges”

Di sicuro il più prestigioso e allo stesso tempo controverso. Fu ritrovato, nel 1926, dalla figlia adottiva dell'archeologo Mike Mitchell-Hedges, presso la città di Lubaatun, nello Yucatan, durante uno scavo che aveva come obiettivo la cerca della città perduta di Atlantide. E' stato realizzato da quarzo puro, seguendo le dimensioni reali di un teschio umano: altezza 13 cm, larghezza 13 cm, profondità 18 cm, peso 5 kg. Le analisi al microscopio hanno fatto notare la perfetta levigatezza della superficie; ciò fa pensare o a un falso o a un lavoro costante e quotidiano di almeno 300 anni, operato con sfregamento di sabbia e perfezionato con acqua e polveri di diamanti.

E' fra i più criticati perchè le testimonianze di coloro che ne sono entrati in contatto non combaciano. Il suo ritrovamento avvenne il giorno del diciassettesimo compleanno di Anna e ciò ha fatto pensare a una “trovata” dell'archeologo per rendere particolare quel giorno alla figlia. Successivamente, alcuni investigatori trovarono tracce di compravendita del teschio: secondo queste indagini, il teschio era stato prodotto in Germania; dopo il ritrovamento da parte dell'archeologo e della figlia, fu confrontato con quello del British Museum; nel 1943 comparve in un'asta e nel 1944 Mitchell-Hedges lo riacquistò da un antiquario londinese; nel 1954, l'archeologo accenna al teschio in uno dei suoi libri, ma solo, nel 1962, la figlia riporta la storia alla ribalta delle cronache.

Il “Teschio di Sha-Na-Ra”

Il suo nome è legato a uno sciamano delle popolazioni locali. Fu rinvenuto dal signor Nick Nocerino, investigatore dell'occulto, nel 1959, lungo il Rio Baltha, nel Gerraro del Messico centrale. E' notevolmente diverso dagli altri, ma le analisi lo datano attorno ai 5.000 anni.

Il “Teschio di Londra” (British Museum)

E' molto simile al “Teschio di Mitchell-Hedges”, ma è meno definito di queso. La sua origine molto probabilmente è Azteca, ma le ultime analisi effettuate non confermano la datazione. Su di esso, come su molti altri, si narrano storie inquietanti: a quanto pare ha terrorizzato più di una persona, alla sua sola vista; il personale delle pulizie lo vuole coperto durante il proprio turno di lavoro, perchè reca disagio. Nel 1950, alcune analisi portarono ad affermare che il teschio è messicano, che risale al 1400-1500 d.C. e che il materiale è quarzo brasiliano.

Il “Teschio Rosa”

Fu trovato vicino al confine fra Honduras e Guatemala. E' probabilmente il più realistico e spettacolare, assieme a quello di Mitchell-Hedges.

Il “Teschio E.T.”

E' stato scoperto in questo secolo. Il suo nome deriva dalla sua conformazione: cranio a punta e mascella esagerata ricordano il teschio di un alieno.

Il “Teschio Arcobaleno”

Fu ceduto da un sacerdote del Guatemala, ma non se ne sa molto. E' particolare, soprattutto se esposto alla luce del sole: convoglia i raggi luminosi al suo interno producendo splendidi colori.

Il “Teschio del Museo Mithsonian”

Diversamente da tutti gli altri, pesa 20 kg. Dalle analisi però non è risultato autentico.

Il quarzo è composto da cristalli ed è il principale costituente di rocce intrusive (formatesi all'interno della crosta terrestre): viene usato come abrasivo; è molto resistente alle alte temperature e ai forti sbalzi termici. Esso è, inoltre, piezoelettrico: se viene sollecitato da una pressione meccanica, genera elettricità. E' molto usato e non solo nel campo esoterico; testimonianze di ciò ce ne dà per primo Platone: “ad Atlantide ci sono dei cristalli prodigiosi, usati dagli abitanti dell'isola per produrre una grande energia”, che, secondo la tradizione, gli uomini non riuscirono a domare, portando alla distruzione l'isola.

Il problema principale per lo studio di questi oggetti è sicuramente l'impossibilità di farne un'analisi al Carbonio 14, dato che non sono composti organici.

Interessanti sono, anche molti degli episodi raccolti da coloro che sono staie in presenza di qualche teschio, fra quelli sopracitati. Anna Mitchell-Hedges afferma, ad esempio, che il teschio in suo possesso, oltre ad essere una perfetta lente d'ingrandimento, a volte presenta dei riflessi di luce dagli occhi, che sembrano vivi e tremolanti. L'antiquario Frank Dorland, inoltre, che eseguì diversi esami sul teschio, afferma che esso una volta si circondò di un alone luminoso per parecchi minuti; altre volte, sentì degli scampanellii o vi intravide immagini di strani paesaggi. Quando il teschio si trovava a New York, un gruppo di persone fecero richiesta di visionarlo, il direttore del museo incaricò allora la sua segretaria di esibire l'oggetto; la ragazza prese il teschio con le mani, per estrarlo dal contenitore, e una strana sensazione la pervase, facendole sembrare che il teschio la stesse percuotendo.

http://curiositamondo.myblog.it/archive/2009/03/02/i-13-teschi-di-cristallo.html

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